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Ultimo aggiornamento - Mercoledì 8 Settembre 2010

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Intervista con Matteo Bambini
LabVIEW 8.6 offre un’unica piattaforma software di graphical system design in grado di sfruttare processori multicore, chip FPGA e comunicazione wireless.

Pubblicazione: Ottobre 2008

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Intervista con Matteo Bambini Marketing Manager di National Instruments di Milano

In occasione della presentazione della nuova release del software per la programmazione parallela LabVIEW 8.6 abbiamo intervistato l’Ing. Matteo Bambini, Marketing Manager di National Instrumentsdi Milano.

IEN Italia: Ci scatta una fotografia di NI ad oggi?
M. Bambini: Ad oggi NI ha due volti che rappresentano il mondo da cuiveniamo: l'automazione e il mondo dell'elettronica. Il nostro punto diforza è quello dei laboratori, dell'R&D e soprattutto del collaudo automatizzato. In questo mondo, dove c'era una forte richiesta di automazione perchè alcune delle tecnologie tradizionali mostravano l'incapacità di rispondere alle esigenze concrete degli sviluppatori, NI ha fatto tesoro delle competenze acquisite. Noi ci poniamo soprattutto come complemento dell'automazione tradizionale, inoltre un punto di forza di NI è quando si trova in concorrenza con lo sviluppo di hardware custom.

IEN Italia: Come gestite la vostra Global Mission?
M. Bambini:
La Global Mission si sviluppa con un continuo feedback verso la casa madre in USA delle oltre quaranta brach nel mondo. Ogni filiale è strategica per capire le esigenze dei mercati per permettere all'R&D disviluppare delle nuove soluzioni in quelle direzioni.

IEN Italia: Qualisono le caratteristiche del mercato di vostro interesse?
M. Bambini:
La caratteristica tipica è il tessuto industriale delle piccole e medie imprese. L'Italia è uno dei più grossi esportatori di macchine speciali nel settore dell'elettromeccanico e della macchina di precisione. Le macchine speciali hanno la possibilità di riadattare quanto giàsviluppato per progetti precedenti in uno nuovo con una grande flessibilità.

IEN Italia: Come si posiziona l'upgrade nel mercato?
M. Bambini:
Questa è sempre una bella sfida perchè da una parte un'azienda come NI che continua a mettere a disposizione nuove funzionalità non è sempre visto come un plus nel mondo dell'automazione perchè c'è il problema di rimanere al passo con le tecnologie. Ma crediamo che se questi passi avanti aiutano l'utente e i processi danno anche una motivazione in più al passaggio al nuovo.

IEN Italia: Come vede il futuro dell'automazione?
M. Bambini:
Percepiamo da parte degli utenta la forte tendenza a sostituire l'hardware custom perchè nelle realtà piccole questa parte di sviluppo di elettronica dedicata viene appaltata esternamente quindi diventa una lacuna nelle competenze dell'azienda. Il fatto di poter riprendere dominio di quest'elettronica personalizzata dove spesso c'è il rischio dell'investimento, fa sì che l'utilizzo di tecnologie standard e quello di un software unico come LabVIEW riduceil rischio nell'investimento e permette alla società di avere internamente le competenze su tutta la macchina. C'è inoltre un fattore fondamentale che è quello della proprietà intellettuale, proprio perché l'FPGA, la tecnologia della logica riprogrammabile scaricata a bordo di unchip dedicato, preserva l'intellectual property sviluppata. NI sta investendo per poter rendere disponibili delle piattaforme poi di produzione in serie. Questo era un punto debola in questa catena di rilascio dei prodotti e l'abbiamo colmata recentemente con una piattaforma single board, quindi tecnologia allo stato grezzo, che può essere integrata con un'elettronica più complessa e più concreta.

IEN Italia: Qual è la vostra sfida maggiore?
M. Bambini:
Una sfida grossa che LabVIEW ha affrontato e che la nostra R&D sta continuando a studiare èquella del parallelismo. La programmazione di sistemi paralleli è unachiave fondamentale per lo sviluppo delle prestazioni delle applicazioni attuali. Per anni NI è riuscita a sfruttare la tecnologia pc-centrica, perché il pc è sempre stato il nostro elemento fondamentale. Automaticamente le strumentazioni beneficiafano dell'evoluzioni dei pc. Oggi con il multicore questo trend di evoluzione si è interrotta, perciò l'azienda ha fatto grossi investimenti su queste tecnologie, tanto che si sta già parlando del suo futuro con i manycore o gli infinicore. Sarà fondamentale avere degli strumenti che siano in grado di sfruttare questa potenza.

IEN Italia: Qual è la chiave per avere successo per“fare industria” in Italia?
M. Bambini: Sicuramente la chiave fondamentale è lo sviluppo delle competenze. Oggi chi investe sulel conoscenza e sulla R&D è chi riesce poi a innovare. Non si resta innovativicon i successi raggiunti negli anni precedenti. In passato un'innovazione aveva una durata di dieci anni, ora rimane tale per meno di un anno e mezzo. Quindi è necessario innovare continuamente, e non appena siraggiunge un'innovazione bisogna pensare già a quella successiva. Lachiave di volta è avere coraggio e voglia di innovare e di farlo con gli strumenti giusti.

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