La Giornata del Distributore si conferma un successo

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Circa cento i partecipanti presenti alla convention biennale che quest’anno ha celebrato il ventesimo anniversario di FNDI. Tantissimi i contenuti e gli spunti di interesse protagonisti del dibattito

La Giornata del Distributore si conferma un successo
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La Giornata del Distributore si conferma un successo

Si è chiusa con la soddisfazione di tutti la sesta edizione de “La Giornata del Distributore” –  l’evento biennale organizzato da FNDI in collaborazione con TIMGlobal Media e Confindustria Ferdervarie, con la rivista Il Distributore Industriale come media partner – che riunisce i più importanti player del settore della distribuzione industriale presenti sull’intero territorio nazionale. 

All’interno del prestigioso contesto del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, circa 100 partecipanti hanno assistito a una giornata ricca di contenuti e spunti di interesse: gli scenari economici industriali, l’impatto della digitalizzazione, il rapporto tra Big Players e Family Businesses, l’industry 4.0, la continuità generazionale delle PMI, sono stati solo alcuni degli argomenti che hanno raccolto l’attenzione della platea.

I lavori della giornata

Dopo i saluti iniziali del Segretario Generale FNDI Valentina Razzi­ni, seguiti dall’introduzione allo sviluppo delle attività di comunica­zione FNDI da parte di Alessandro Ariu, Coordinatore Comunica­zione & Soci della Federazione, è stato Cristian Son, Responsabile Marketing FNDI e chairman della giornata, a dare il via ai lavori.

La forza del Network” questo il titolo scelto per la giornata, un concetto ribadito anche nell’intervento di apertura curato da Mariangela Tosoni, Presidente FNDI, che ha illustrato il percorso fatto nei 20 anni dalla fondazione e spiegato nei dettagli la strategia di rinnovamento che la Federazione sta mettendo in atto.

FNDI, nata nel 1998 con l’obiettivo di rendere incisiva la rappre­sentatività della realtà della distribuzione industriale rispetto agli interlocutori (in primis il mondo della produzione), si trova oggi ad affrontare una serie di rinnovate sfide, conseguenti ai si­gnificativi cambiamenti in atto sul mercato (i dati Infocamere cer­tificano una riduzione delle imprese attive da 650.889 a 500.614 con un tasso medio del -23%).

Gli stessi Distributori Industriali hanno subìto un processo di radi­cale cambiamento o saranno a breve obbligati ad affrontarlo. I Dati della CGIA di Mestre certificano come il 98.2% delle imprese abbia meno di 20 dipendenti (a fronte di un 34.7% in Francia e 30,5% in Germania) ed occupano il 56.4% degli addetti del settore privato.

In questo scenario si innesta il rinnovamento di FNDI che, come spiegato dallo stesso Presidente, poggia le sue fondamenta su 4 punti cardine: Radici Giovani Cultura d’Impresa e Sviluppo.

L’obiettivo è: 1. Raccogliere le esperienze dei “sempre giovani” e inserirli nei modelli organizzativi futuribili; 2. Coinvolgere direttamente le leadership emergenti nelle attività associative, rinforzarne la crescita, raccoglierne le proposte; 3. Sviluppare dati oggettivi frutto di analisi di mercato, confronti con Università, collaborazioni con associazioni di filiera per una crescita comune, corsi di formazione; 4. Attivare Gruppi di Lavoro per incrementare le relazioni interne ed esterne alla Federazione e sviluppare progetti comuni con una Vision maggiore e costi minori.

La mattinata è entrata nel vivo con gli interventi di Saverio AlbaneseCiro Rapacciuolo e Daniela Montemerlo. Il primo, Presidente A.I.MAN. – Associazione Italiana Manutenzione, ha sottolinato i fattori chiave per la sostenibilità del business aziendale. Albanese ha evidenziato quanto le aziende oggi debbano confrontarsi con una complessità nettamente aumentata rispetto al passato. Una complessità frutto delle mutate esigenze espresse dai propri stakeholder, sempre più numerose, facilmente mutevoli e spesso anche in conflitto tra loro. Tra gli apprezzati spunti dell’Ing. Albanese, si segnala quello relativo alla centralità strategica portata da una corretta gestione dell’integrità dell’Asset, al fine di massimizzare la creazione di valore sostenibile.

Ciro Rapacciuolo, economista del Centro Studi Confindustria, ha invece fatto il punto della situazione a livello economico e industria­le, sottolineando l’incertezza dello scenario italiano. Rapacciuolo ha certificato anzitutto un primo resoconto sul 2018, che è stato a due velocità. Il PiI si è attestato sul +0,9 per cento in media d’anno. Dopo i primi 6 mesi moderatamente positivi, la seconda metà dell’anno è stata leggermente negativa. L’occupazione è cresciuta di 198mila unità nel primo semestre, poi è calata di 84mila nel secondo.

La crescita dell’attività industriale in Italia si è interrotta già da inizio 2018, registrando un -2,3 per cento nel corso dell’anno. Non hanno aiutato i fattori esterni, come la frenata del mercato tede­sco e altri elementi geoeconomici (dazi USA, crisi dei paesi emer­genti, accordo con l’Iran sul nucleare, prezzi dell’energia più alti e stabili, mancate riforme europee). Come atteso dal CSC, la lieve riduzione del PIL italiano si è arrestata all’inizio del 2019.

Nei primi due mesi del 2019 la produzione industriale è risali­ta, in larga parte per la ricostituzione delle scorte, ma una nuo­va contrazione è stata registrata già a marzo. In conclusione, lo scenario economico italiano si è un po’ stabilizzato all’inizio del 2019, come atteso, ma i problemi della nostra economia, che non cresce, non sono scomparsi. Incertezza e rischi, sia domestici che provenienti dallo scenario internazionale, rimangono elevati. Per tutti questi motivi la scrittura della Legge di Bilancio per il 2020 sarà un compito molto difficile.

Ricambio generazionale, Digital Transformation e Picking 4.0

È stata quindi la volta della prof.ssa Montemerlo, docente dell’U­niversità dell’insubria e SDA Bocconi, che ha descritto invece il ruolo e le sfide che giovani e senior affrontano nella difficile fase del ricambio generazionale in azienda.

La relatrice è partita dal rilevare alcune certezze: dal 2007, le per­formance di redditività, solidità e crescita dei ricavi delle aziende familiari sopra i 50 milioni di Euro sono state sempre superiori a quelle delle aziende non familiari; delle 4597 aziende sopra i 50 milioni nel 2017, solo 2445 – il 53,2% – facevano parte della stes­sa popolazione anche nel 2007; i leader sono sempre più anziani (over ’70, da 17% a 25,5% in 10 anni) e sono molti i modelli di le­adership complessi (più di un AD dal 21,2 al 40,7%), con qualche criticità di performance.

Tra i suggerimenti portati dalla Prof.ssa Montemerlo per favorire un ricambio efficace: costruire una famiglia «generativa» e una proprietà responsabile; darsi regole solide per il coinvolgimento della generazione successiva (nel rispetto della libertà di scelta dei giovani, ma meritocratiche e sfidanti per il bene loro e dell’a­zienda), considerando vari ruoli; far evolvere il proprio ruolo ampliando la componente strategica e di governance, dando gli spazi «giusti» e controllando il tutto, ma accettando i cambiamen­ti; rafforzare l’assetto organizzativo (strutture e sistemi operativi: piani, budget, gestione del personale) e di governance (CdA, orga­ni di controllo) in funzione della complessità strategica e proprie­taria attuale e prospettica (superando l’«allergia alle strutture» e aprendo a talenti terzi, ben scelti e controllati). Il suo intervento è stato concluso dalla testimonianza di Anna Petean, di Casa del Cuscinetto Petean, che ha spiegato proprio il suo percorso di cre­scita in azienda fino a diventarne titolare.

I due interventi successivi sono stati curati da Stefano Loreti ed Elisabet Fasano. Loreti, Industrial Manufacturing Marketing Manager di UPS Italia, ha approfondito il modo in cui la trasfor­mazione tecnologica e il ricambio generazionale stanno modifi­cando le dinamiche della Distribuzione industriale, sottolinean­do come, negli ultimi due anni in particolare, il livello di Digital Transformation sia aumentato esponenzialmente cambiando le abitudini di business degli operatori. Buona parte di questo cam­biamento è dovuto in maniera sostanziale anche a seguito del ruolo, sempre più preponderante, dei millennial, molto più ricet­tivi rispetto ai cambiamenti e in maniera decisamente più rapida che nel passato.

Sempre a proposito di trasformazione tecnologica nella logistica, Elisabet Fasano, Chief Marketing Officer di ICAM, ha invece in­trodotto il tema del Picking in chiave 4.0, illustrando le proposte dell’azienda pugliese che nascono dalla volontà di rispondere alle esigenze emergenti nel settore, quali l’aumento dei codici a ma­gazzino, la frammentazione dei canali distributivi, la diminuzio­ne del Lead Time di consegna e tanto altro ancora.

In questa occasione è stato presentato il caso di successo con Stru­mentazione Industriale, che grazie all’installazione del magazzi­no verticale di ICAM ha ottenuto sensibili vantaggi in termini di aumento dello spazio disponibile nel magazzino, tempi di gestio­ne intralogistica ridotti e ottimizzazione dei costi.

La Tavola Rotonda

Prima del lunch, un vivace dibattito è stato alimentato dalla Round Table incentrata sul tema della sfida tra Giganti della Distribuzione Industriale e Family Businesses. Ne hanno parla­to Alberto Fauda (Gruppo Bianchi), Alberto Bono (F.lli Bono, Consigliere FNDI) e Giorgio Clochiatti (Angst+Pfister, Vicepre­sidente FNDI).

Si è partiti da una visione ampia a livello europeo, con un paral­lelo tra il mercato continentale (molto frammentato) e quello nor­damericano, dove invece i ruoli di fornitore e distributore sono ben distinti e definiti. Approfondendo la varietà del mercato, è emerso come in Italia il modello PMI, più largamente diffuso, sia quello che permette al distributore di essere sufficientemente “snello” per adattarsi più velocemente ai cambiamenti del mer­cato, attraverso la valorizzazione delle proprie competenze e spe­cializzazioni, valore invece assente nei Big Player della logistica.
Mantenere le competenze e aumentare la specializzazione è per­ciò la strada del futuro per la distribuzione industriale.

In particolare, diventa di fondamentale importanza reagire rapi­damente alla Digital Transformation, una discriminante dall’im­portanza crescente non solo per far fronte a un business sempre più costituito da nativi digitali, ma che sarà anche elemento di selezione principale da parte dei fornitore, attori via via più selet­tivi nella scelta dei distributori ai quali chiedere supporto.

In conclusione di Tavola Rotonda si sono segnalati gli interessanti contributi di tre rappresentanti dei Big Player del mercato dei cusci­netti (NTN-SNR, Schaeffler, SKF), i quali hanno sottolineato l’impor­tanza del ruolo del Distributore Industriale nel loro business, evi­denziando come gran parte del proprio fatturato (da circa un terzo a quasi il 50%) sia ottenuto tramite la Distribuzione Industriale.

A concludere gli interventi della mattinata è stato il Presidente Mariangela Tosoni, che ha tirato le somme di una giornata ricca di interesse e insegnamenti per tutti, ha esaltato valori come la conoscenza e la competenza quali elementi chiave da coltivare per la Distribuzione Industriale, e sottolineato l’importanza di condividerli all’interno di un network come quello di FNDI al fine di creare valore aggiunto.

Dopo il pranzo, i partecipanti hanno potuto effettuare una visita guidata esclusiva al Museo e al sottomarino S 506 Enrico Toti.

La Giornata del Distributore è stata sponsorizzata dai Main Sponsor ICAM e UPS e dagli sponsor Angst+Pfister e Strumen­tazione Industriale.

Alessandro Ariu
a.ariu@tim-europe.com

Pubblicato il 9 Luglio 2019 - (35 views)
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