Si è conclusa con grande successo la 14esima edizione di SPS Italia. Con 720 espositori e 37.528 presenze ( in crescita rispetto al 2025), la manifestazione è stata vetrina delle tecnologie più avanzate, offrendo una visione concreta delle evoluzioni dell’industria nei prossimi anni.
I visitatori di SPS Italia hanno potuto osservare robot umanoidi in azione, applicazioni di intelligenza artificiale e Physical AI, insieme a soluzioni per lo smart manufacturing orientate a una produzione sempre più efficiente, digitale e sostenibile.
“SPS Italia ha saputo esprimere al meglio l’incontro tra tecnologie, competenze e persone, offrendo una visione evoluta di fabbrica in cui l’innovazione più avanzata è al servizio dell’uomo. La fiera ha registrato un’elevata partecipazione, segno di una consapevolezza sempre più diffusa tra le imprese dell’innovazione come leva strategica per competitività e sostenibilità" ha dichiarato Donald Wich, Amministratore Delegato di Messe Frankfurt Italia.
"Anche quest’anno, SPS Italia si è delineata come un punto di osservazione privilegiato sull’evoluzione dell’automazione industriale e sulle trasformazioni che stanno interessando il settore manifatturiero. Un settore vivace, multiforme, dinamico e capace di affrontare con concretezza e resilienza le discontinuità della fase di transizione che stiamo affrontando dove la scelta di investire in tecnologia, digitalizzazione e innovazione dei processi produttivi rappresenta un elemento sempre più distintivo" ha commentato Andrea Bianchi, Presidente di ANIE Automazione.
FPT, brand di Iveco Group, rinnova l'impegno al fianco di One Ocean Foundation a sostegno dell'iniziativa Blue Forest, un progetto volto al ripristino delle foreste sottomarine con particolare attenzione al Mar Mediterraneo.
FPT promuove la creazione di una nuova prateria di 25 m2 di Posidonia oceanica a Cala di Volpe, vicino a Porto Cervo in Sardegna, con l’obiettivo di ripristinare una prateria densa e matura con una densità media di 350-400 fasci fogliari per metro quadrato al completamento dell’attecchimento. Una prateria di questo tipo può produrre fino a 500 litri di ossigeno al giorno.
La Posidonia oceanica promossa da FPT è una vera e propria pianta che si è adattata alla vita sott’acqua, e protegge le acque del Mediterraneo. Le praterie di Posidonia oceanica dissipano l’energia delle onde, prevenendo l’erosione delle coste sabbiose.
La Posidonia oceanica stabilizza il fondale marino, crea habitat e zone di riproduzione per una grande varietà di organismi (oltre 350 specie) e, soprattutto, svolge un ruolo significativo nella mitigazione del cambiamento climatico grazie alla loro capacità di sequestro del carbonio. La sensibilità FPT verso la tutela dell’ambiente marino si è sempre tradotta in azioni concrete che fanno la differenza.
Iveco Group dà priorità a progetti visibili di grande impatto, volti a produrre risultati tangibili a breve e lungo termine nelle aree in cui opera, nella consapevolezza che la riduzione delle emissioni di CO2 e la salvaguardia della biodiversità sono aree d’intervento fondamentali.
“Nel 2026, riaffermiamo con orgoglio il nostro impegno nei confronti di One Ocean Foundation, un’organizzazione i cui valori sono perfettamente in linea con i nostri. Contribuire alla conservazione degli ecosistemi è un pilastro fondamentale della più ampia strategia di sostenibilità FPT e di Iveco Group" ha dichiarato Egle Panzella, Brand Equity and Corporate Social Responsibility Manager FPT.
UniStream per i Data Center è il PLC+HMI progettato da Unitronics che gestisce tutto direttamente dall'hardware di serie: controllo, I/O, comunicazione, visualizzazione, diagnostica e monitoraggio centrale. Per questo è stato eletto Prodotto dell'Anno di Control Engineering da ingegneri qualificati e professionisti dell'automazione che lavorano quotidianamente con i sistemi di controllo industriale.
La soluzione Unitronics per il raffreddamento dei Data Center è stata progettata per soddisfare le esigenze uniche di questi ambienti. Ogni componente, protocollo e certificazione è stato scelto per rispondere ai requisiti reali che gli ingegneri degli OEM si trovano ad affrontare come il supporto nativo a Redfish e IPv6 per un'integrazione diretta con i sistemi di gestione del data center e la piena conformità al profilo OCP.
UniStream Unitronics inoltre comprende licenze pre-integrate per BACnet, Modbus, SNMP, REST API e OPC-UA. Non ha biogno di alcun modulo aggiuntivo e di nessun gateway esterno. Lo sviluppo personalizzato è esterno al controllore azzerato. Inoltre è progettato per CDU in-rack e in-row, CRAC/CRAH, RDHx, chiller, sistemi di raffreddamento a immersione e unità di trattamento aria (UTA).
In aggiunta, la soluzione Unitronics prevede il supporto integrato per la ridondanza N+1 e funzionalità di gruppo master-slave per il failover mission-critical. Ciò garantisce un raffreddamento continuo senza l'intervento dell'operatore. Inoltre ha sicurezza informatica certificata ISO 27001 con accesso remoto nativo tramite Web Server integrato e VNC.
UniStream Unitronics è un controllore in grado di gestire tutti i moderni protocolli richiesti dal raffreddamento dei data center, con standard di affidabilità e cybersecurity pronti per le specifiche degli hyperscaler. Queste caratteristiche rispondono alle esigenze pressanti dell'intelligenza artificiale e delle infrastrutture cloud che stanno generando carichi termici notevoli, per cui il raffreddamento a liquido sta diventando la norma e i requisiti di conformità, come OCP, Redfish, IPv6 e ISO 27001, non sono più opzionali, specialmente quando si progetta per gli hyperscaler.
La soluzione Unitronics è disponibile in due configurazioni, DCB-CDU-US7-01 e DCB-CDU-USC-01, entrambe integrate e pronte per l'installazione, complete di tutto l'hardware richiesto, dei moduli di comunicazione e delle licenze software incluse.
La nomina del dott. Christian Funk come Presidente del Consiglio di Amministrazione (CEO) Mewa avviene nell’ambito di un avvicendamento generazionale pianificato per il lungo periodo con cui il Gruppo prosegue nel proprio percorso volto a coniugare tradizione e continuità imprenditoriale con orientamento al futuro e innovazione.
Con Christian Funk, il Gruppo Mewa acquisisce una figura manageriale di grande esperienza, con comprovate competenze nella gestione di grandi aziende di servizi caratterizzate da reti logistiche operative complesse e diverse migliaia di collaboratori.
Il dott. Christian Funk, dopo aver ricoperto incarichi importanti presso il Boston Consulting Group e il Thomas Cook Group, dal 2020 è entrato in Compass Group, dove dal 2022 svolge la funzione di CEO di Compass Group Germania.
Il Consiglio di Vigilanza riconosce anche i meriti di Bernhard Niklewitz, precedente Presidente del Consiglio di Amministrazione Mewa, che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’azienda a partire dal 2000. Sotto la sua guida sono state poste le basi fondamentali per la crescita, la stabilità economica e la sostenibilità del Gruppo Mewa nel lungo periodo. Bernhard Niklewitz ha lasciato l’azienda il 31 maggio 2026.
"Ringraziamo il Dott. Niklewitz per il suo pluriennale impegno e per il forte legame personale con la nostra azienda" sottolinea Gabriele Gebauer, nipote del fondatore e presidente onoraria del Consiglio di Vigilanza.
"Con il Dott. Christian Funk abbiamo individuato un eccellente successore come presidente del Consiglio di Amministrazione. La sua esperienza internazionale e la sua competenza in materia di trasformazione forniranno impulsi significativi per la prossima fase di sviluppo del Gruppo Mewa" sottolinea il Prof. Dr. Andreas Söffing, Presidente del Consiglio di Vigilanza.
Herzogenaurach, Germany | 11 maggio 2026 | Schaeffler e ThunderSoft hanno avviato una partnership strategica per sviluppare e commercializzare congiuntamente piattaforme centrali di calcolo per veicoli destinate alle architetture automobilistiche del futuro. La collaborazione mira a supportare i costruttori automobilistici nella transizione verso veicoli basati su software e intelligenza artificiale. I partner si concentrano su soluzioni modulari e scalabili che riducono l’impegno di sviluppo e la complessità dei sistemi, aprendo la strada ad architetture software e dati centralizzate.
“I computer centrali di bordo stanno diventando una tecnologia chiave per i veicoli software-defined,” afferma Thomas Stierle, CEO E‑Mobility di Schaeffler AG. “Oltre alla nostra profonda competenza in hardware e sistemi automotive, mettiamo a disposizione la nostra vasta esperienza software. Insieme alle competenze di software e piattaforma di ThunderSoft, stiamo creando soluzioni di calcolo scalabili che consolidano funzioni di guida critiche per la sicurezza, sistemi di assistenza alla guida e infotainment su una base hardware condivisa”.
Con la transizione dell’industria automotive dalle tradizionali architetture basate su unità di controllo elettroniche (ECU) distribuite ai computer centrali di bordo, le piattaforme di calcolo ad alte prestazioni stanno assumendo un’importanza sempre maggiore. Esse consentono di consolidare diversi domini del veicolo - come il gruppo propulsore, l’alimentazione energetica, le funzioni di guida e l’infotainment - all’interno di un’unica unità di elaborazione centrale. Questo costituisce la base per architetture E/E flessibili, scalabili e orientate ai dati.
Schaeffler apporta la propria vasta esperienza nello sviluppo, nell’industrializzazione e nella produzione su larga scala di sistemi elettronici automotive complessi. Questo include in particolare funzioni di guida rilevanti per la sicurezza, sistemi di propulsione, soluzioni per il telaio, nonché la gestione delle batterie e dell’energia.
ThunderSoft integra queste competenze con la propria esperienza nelle piattaforme software centrali per il veicolo, nei sistemi operativi e nelle architetture di calcolo ad alte prestazioni per l’infotainment e i sistemi di assistenza alla guida. Inoltre, ThunderSoft fornisce accesso a un ampio e consolidato ecosistema tecnologico.
Grazie a una stretta collaborazione, funzioni che in precedenza erano distribuite su più unità di controllo possono essere raggruppate su un computer centrale di bordo. Ciò riduce la complessità del sistema, accorcia i tempi di sviluppo e consente una scalabilità flessibile ed efficiente in termini di costi per diversi modelli di veicoli e mercati.
“Le piattaforme di calcolo centralizzate stanno diventando il fulcro dei veicoli intelligenti”, afferma Xu Dongchao, Vicepresidente di ThunderSoft Intelligent Automotive. “Attraverso la nostra collaborazione con Schaeffler, puntiamo ad accelerare l’innovazione nei veicoli software-defined e a fornire piattaforme flessibili e ad alte prestazioni per un’implementazione globale.”
Nell’ambito della collaborazione, le due aziende prevedono di sviluppare soluzioni completamente integrate per le piattaforme di computer di bordo, in grado di mappare le funzioni dei domini di assistenza alla guida, infotainment e guida su una base hardware condivisa e flessibile. Un primo focus regionale sarà rivolto all’area Asia-Pacifico e all’Europa. Nel lungo periodo, la collaborazione è destinata ad estendersi alla Cina e al Nord America. I requisiti normativi regionali per i veicoli connessi saranno presi in considerazione fin dall’inizio.
Grazie a queta partnership, Schaeffler rafforza la propria posizione come partner di sistema per le architetture E/E centralizzate, sottolineando la propria ambizione di contribuire attivamente alla trasformazione verso una mobilità software-defined
L'incremento della trasformazione digitale sta comportando la crescita della domanda di dati provenienti dai sistemi di automazione, una tendenza trainata da innovazioni digitali come l'analisi avanzata dei dati, l'intelligenza artificiale e una connettività sempre più estesa. È in questo scenario che mantenere l'integrità dei sistemi diventa una vera sfida. Luis Duran di ABB spiega come il concetto di "separazione delle competenze" protegga il cuore del sistema di automazione in modo cyber-sicuro, sbloccando al contempo nuovo valore digitale senza scendere a compromessi con le prestazioni operative.
Una delle sfide principali che le industrie si trovano ad affrontare oggi è come introdurre le innovazioni digitali nei tradizionali sistemi di controllo distribuito (DCS) in modo agile ed economicamente vantaggioso, preservando i delicati processi produttivi. Nelle architetture tradizionali, le funzioni di controllo centrali e le funzionalità digitali, come la gestione e l'ottimizzazione degli asset, sono spesso strettamente intrecciate tra loro. Si tratta di una progettazione che per lungo tempo ha garantito un comportamento deterministico, affidabilità e operazioni sicure.
L'introduzione di novità sul fronte digitale richiede un'attenta valutazione, poiché ogni modifica deve essere validata per garantire che non rischi di interrompere le attività sul lato del controllo. Per gli operatori d'impianti che gestiscono processi a ciclo continuo, apportare modifiche o sperimentare innovazioni su sistemi già in produzione non è una scelta da prendere alla leggera: se una modifica in un'area ha effetti imprevisti altrove, essa rischia di causare tempi di fermo e di compromettere la resilienza dell'intero impianto. Di conseguenza, la validazione di qualsiasi intervento può richiedere tempi e costi enormi.
Per questa ragione l'attenzione si sta rivolgendo sempre più al concetto di "separazione delle competenze", un'espressione ampiamente diffusa nell'IT, nelle telecomunicazioni e nella finanza, ma meno nota nell'ambito dell'automazione industriale, che consiste nel suddividere i sistemi in ambienti distinti, ciascuno ottimizzato per uno scopo specifico. Invece di alterare l'ambiente di controllo già collaudato, le attività di controllo critiche, le applicazioni digitali e i compiti di ottimizzazione possono operare in domini separati, ma connessi, all'interno dell'ecosistema di automazione.
Un sistema di automazione moderno e ben progettato, basato su una reale separazione delle competenze, offre un ambiente digitale in cui l'ottimizzazione e la regolazione di ciascun ambito possono essere eseguite più facilmente, senza aumento dei rischi per le operazioni centrali. I vantaggi sono cicli di innovazione più rapidi, una sicurezza operativa e una cybersecurity più robuste, e una maggiore flessibilità con uno spazio maggiore per l'ottimizzazione e il mantenimento della robustezza e dell'affidabilità per cui le architetture DCS tradizionali sono state progettate.
Le architetture di automazione tradizionali erano tipicamente progettate per operare all'interno di un ambiente operativo definito, dove le funzioni di controllo centrali, gli strumenti di engineering, le applicazioni di ottimizzazione e i servizi digitali erano strettamente integrati in un unico sistema. Questo approccio si è dimostrato altamente efficace nel garantire robustezza, affidabilità e prestazioni deterministiche in contesti industriali esigenti.
Tuttavia, con l'evoluzione degli impianti e l'introduzione di ulteriori funzionalità digitali, all'interno di questi sistemi già complessi emergono naturalmente nuovi requisiti e dipendenze. Introdurre nuove applicazioni digitali, applicare aggiornamenti software o distribuire patch di cybersecurity può avere effetti a catena su sistemi più ampi. Ciò significa che spesso è necessaria un'estesa attività di validazione per garantire che l'integrità operativa non venga compromessa.
A complicare la situazione c'è il fatto che molti impianti sono in funzione costante, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Va da sé che le interruzioni al di fuori dei periodi di manutenzione pianificata sono semplicemente irrealistiche. In aggiunta, le applicazioni digitali si evolvono costantemente e richiedono aggiornamenti sempre più frequenti. Trattare allo stesso modo l'ambiente di controllo centrale e il livello digitale può rallentare l'innovazione, poiché gli operatori cercano di ridurre al minimo il rischio di interrompere inavvertitamente i sistemi più ampi.
La separazione delle competenze si basa sui punti di forza dell'architettura di automazione tradizionale, preservando il nucleo robusto e strettamente integrato, ma estendendo l'architettura per accogliere al meglio le funzionalità digitali in rapida evoluzione. Attraverso una linea di demarcazione più netta tra l'ambiente di controllo centrale e l'ambiente digitale, aiuta a gestire la complessità e migliora la manutenibilità grazie al disaccoppiamento del monitoraggio e dell'ottimizzazione dal sistema centrale. Ciò consente una modernizzazione incrementale per accelerare le iniziative di trasformazione digitale, sfruttare i sistemi aperti e rendere le operazioni a prova di futuro, mantenendo la continuità operativa del controllo centrale critico.
Questo è il principio applicato in Automation Extended ABB. Disporre di due ambienti software interconnessi – controllo centrale e digitale – stabilisce una reale separazione delle competenze, pur formando un unico ecosistema di automazione. Il dominio di controllo rimane ottimizzato per le prestazioni, la resilienza e la cybersecurity, mentre il dominio digitale offre uno spazio più flessibile per il rapido sviluppo di innovazioni e concetti. Questo semplifica la complessità e crea un ecosistema in cui gli operatori possono mantenere le operazioni costantemente ottimizzate.
Nell'architettura di sistema ABB, un'applicazione è suddivisa in piccoli servizi indipendenti (microservizi), ciascuno responsabile di una funzione specifica. Attraverso l'isolamento delle diverse competenze, le modifiche in una parte del sistema hanno meno probabilità di impattare sulle altre. Ciò rende ogni funzione più facile per manutenzione e aggiornamento, senza che sia compromessa l'integrità del controllo centrale.
Le funzioni possono anche essere testate in modo indipendente: in questo modo l'identificazione e la risoluzione dei problemi sono facilitate, prima che rischino di compromettere sistemi più ampi. Inoltre, le funzioni che rispondono a specifiche esigenze possono essere duplicate o riutilizzate più facilmente altrove nell'applicazione.
Combinando un backbone OPC UA con un'architettura cloud-native basata su container, il sistema porta nuove e potenti funzionalità alle operazioni industriali. Ciò agevola un'ampia gamma di miglioramenti, dal rilevamento proattivo e la correzione delle anomalie di processo all'ottimizzazione delle strategie di manutenzione tramite il monitoraggio continuo dello stato (condition monitoring) degli asset critici, snellendo al contempo l'engineering con soluzioni modulari che girano su hardware diversi. Il risultato è un'architettura scalabile e agile che mantiene prestazioni solide e affidabili.
L'architettura Automation Extended ABB offre diversi vantaggi per gli utenti finali. Separando i diversi elementi di un'applicazione, gli sviluppatori possono concentrarsi sull'ottimizzazione di ogni singola parte, per flussi di lavoro di sviluppo più fluidi e rapidi. Ottimizzare i singoli componenti separatamente e perfezionare ogni elemento per verificarne l'efficienza può anche portare a migliori prestazioni complessive dell'impianto. I problemi in un modulo hanno meno probabilità di influenzare il funzionamento di altri moduli: ciò si traduce in operazioni generalmente più stabili, mentre le vulnerabilità di sicurezza possono essere contenute più facilmente.
L'indipendenza funzionale di questo spazio digitale dall'ambiente di controllo adiacente preserva l'integrità dei processi centrali e delle strutture di controllo collaudate. All'interno di questo ambiente digitale, i nuovi strumenti possono essere valutati, implementati o aggiornati in qualsiasi momento senza mettere a rischio la continuità delle funzioni di controllo centrali.
Per gli operatori industriali si tratta di un significativo passo avanti. La modularità da sola non è più sufficiente. La prossima evoluzione del DCS è la separazione intelligente. Automation Extended ABB fornisce il quadro di riferimento per l'introduzione progressiva delle future funzionalità di automazione, preservando ciò che già funziona e offrendo al contempo la flessibilità, la scalabilità e l'efficienza necessarie per la prossima era delle operazioni industriali. In sostanza, aiuta i sistemi di automazione a diventare più intelligenti, veloci e resilienti, senza stravolgere ciò che già funziona perfettamente.
Le soluzioni Hexagon abilitano modelli operativi efficienti, flessibili e orientati alla produzione continua, contribuendo a ridefinire gli standard di precisione e produttività nell’industria manifatturiera avanzata. Esse sono progettate per il settore aerospaziale in cui l’evoluzione dei processi di produzione e controllo qualità passa sempre più attraverso l’integrazione tra metrologia avanzata, automazione e gestione digitale dei dati.
Il progetto UniFix nasce per aumentare efficienza e flessibilità nel settore aerospaziale, e coinvolge partner industriali e scientifici, come Hexagon, Stäubli WFT, FFT Production Systems, Fraunhofer IFAM, con l’obiettivo di sviluppare un sistema innovativo di produzione e verifica a flusso continuo. Nel sistema UniFix Hexagon svolge un ruolo centrale nelle fasi di misura, controllo e referenziazione, garantendo precisione e continuità del processo.
Il sistema utilizza una piattaforma flessibile di trasporto che consente di movimentare in modo indipendente grandi componenti tra diverse stazioni, generando un flusso digitale di dati riutilizzabile lungo tutto il processo produttivo e migliorando la tracciabilità dei difetti. Le misurazioni più complesse vengono eseguite fuori linea, mentre nelle stazioni si effettuano solo operazioni rapide, evitando riposizionamenti e aumentando l’efficienza.
Alla base del sistema ci sono veicoli a guida automatica (AGV) collegati virtualmente e dotati di trazione omnidirezionale, capaci di operare con precisione anche in spazi ridotti. Su di essi è installata un’attrezzatura di fissaggio regolabile adattabile a diversi componenti.
La gestione della produzione avviene tramite interfaccia su tablet collegata a un sistema centrale che coordina i processi e monitora le prestazioni. Il posizionamento nelle stazioni è guidato da nastri QR, con regolazioni automatiche dell’attrezzatura e supporti bilanciati che garantiscono stabilità e precisione.
Il sistema di fotogrammetria dinamica multicamera 3DArena Hexagon verifica la posizione degli stampi e monitora simultaneamente tutte le parti e confronta i dati con il modello CAD, fornendo correzioni in tempo reale e visualizzandole direttamente sul modello digitale. La referenziazione dinamica consente inoltre di seguire costantemente la posizione durante la regolazione.
Il Leica Absolute Tracker AT960 Hexagon interviene nella fase di controllo e assicura una referenziazione estremamente precisa mediante retroriflettori. Il tracker, combinato con lo scanner laser 3D Leica T-Scan 5 montato su robot, acquisisce il componente come nuvola di punti 3D, permettendo una verifica completa delle aree critiche.
I dati raccolti consentono di definire parametri fondamentali di lavorazione, come traiettorie di rifilatura e posizionamento dei fori, migliorando la qualità su componenti complessi. Grazie alla soluzione UniFix, il sistema di lavorazione può concentrarsi sul suo scopo originale, ovvero operazioni di lavorazione di alta qualità.
La velocità della scansione laser Hexagon consente di ridurre drasticamente i tempi di lavorazione dei pezzi di grandi dimensioni, aumentando l’utilizzo della CMM e permettendo al team di gestire un numero maggiore di progetti.
Le tecnologie Hexagon sono tra le soluzioni di misura adottate da Max Aerostructures, azienda specializzata nello sviluppo e nella produzione di componenti complessi per il settore aerospaziale, che realizza componenti di diverse dimensioni e materiali (alluminio, acciaio, titanio), seguendo l’intero processo dalla progettazione alla produzione.
Nel 2020 Max Aerostructures introduce il sensore di scansione laser HP‑L‑10.6 Hexagon, ottenendo subito una riduzione del 70% dei tempi di misura. L’anno successivo adotta il più avanzato HP‑L‑10.10 Hexagon, con un ulteriore salto prestazionale: i tempi di verifica passano da 45 minuti a soli 8 minuti.
Il sensore integra la tecnologia SHINE Hexagon e consente scansioni estremamente rapide e precise su superfici diverse, generando nuvole di punti dense e pulite e rendendo il sistema adatto alla verifica automatizzata.
Grazie alle prestazioni delle soluzioni Hexagon, la CMM smette di essere un collo di bottiglia e diventa uno strumento di controllo di processo: i pezzi possono essere verificati rapidamente senza fermare la produzione. Questo consente all’azienda di migliorare la continuità produttiva e rispettare tempi di verifica molto ridotti anche per componenti di grandi dimensioni.
L’efficacia della soluzione Hexagon è ancora più evidente sui pezzi di grandi dimensioni, come le centine alari, dove l’HP‑L‑10.10 Hexagon riduce drasticamente i tempi complessivi. Parallelamente, l’azienda ha introdotto PULSE Hexagon, una soluzione di monitoraggio che controlla in tempo reale condizioni come temperatura, vibrazioni e pressione, garantendo stabilità e produttività.
Gli encoder con custodia e modulari, ottici e magnetici, sono concepiti e ingegnerizzati da Lika Electronic specificamente per il settore aerospaziale.
Le caratteristiche distintive degli encoder industriali Lika Electronic si arricchiscono di specifiche soluzioni tecnologiche avanzate: materiali e componenti meccanici ed elettronici rigorosamente selezionati e testati a garanzia di qualità e resistenza alle condizioni più impegnative (sottoposti a prove EMC, ESD, vibrazioni, affaticamento, durata, TVC per outgassing e intervalli di temperatura estremi, ecc.); risoluzioni e accuratezze elevate a fronte di consumi ridotti; soluzioni meccaniche dedicate, per esempio per il fissaggio dei dischi; sofisticata riduzione del peso.
L'esperienza di Lika Electronic nella progettazione di encoder per applicazioni spaziali e aerospaziali, arricchita dalla strategica collaborazione con alcune grandi aziende e università italiane e internazionali e dalla partecipazione a importanti progetti quali la storica missione Rosetta dell'ESA e i radiotelescopi di ALMA nel deserto di Atacama.
Prism C-UAS è la piattaforma software ad alte prestazioni progettata da Teledyne Flir per il rilevamento e il tracciamento di sistemi aerei senza pilota (C-UAS).
Prism C-UAS Teledyne Flir estende il raggio di rilevamento e tracciamento dei droni di piccole dimensioni e difficili da individuare. Combinando l’elaborazione brevettata del segnale delle immagini termiche a infrarossi (IR) con capacità percettive basate sull’intelligenza artificiale (IA), il software consente di rilevare piccoli droni con meno di quattro pixel sul bersaglio, massimizzando il tempo a disposizione per attuare contromisure anti-drone.
Il software è diventato un fattore determinante di differenziazione delle prestazioni nell’attuale contesto C-UAS. La soluzione Teledyne Flir consente il rilevamento e il tracciamento di droni con dimensioni inferiori a 2x2 pixel, offrendo un significativo aumento del raggio di rilevamento rispetto ai sistemi convenzionali.
Grazie all’impiego di algoritmi brevettati di denoise, miglioramento del contrasto locale e upsampling per aumentare il rapporto segnale/rumore (SNR), Prism C-UAS Teledyne Flir estende il raggio di rilevamento MTI (Moving Target Indicator). Una volta rilevati, i target vengono elaborati da un rilevatore di oggetti basato su IA e tracciati tramite un efficiente software di multi-object tracking, riducendo i falsi positivi e garantendo un tracciamento continuo. Il sistema è ottimizzato specificamente per droni piccoli, veloci e altamente manovrabili.
Progettato per un’integrazione semplificata, la proposta Teledyne Flir supporta nativamente i dati provenienti dalle famiglie di camere IR leader di mercato Boson+ e Neutrino Teledyne Flir OEM, oltre a selezionate camere visibili commerciali off-the-shelf per configurazioni multispettrali.
Prism C-UAS Teledyne Flir riduce il rischio di integrazione grazie alla tecnologia collaudata di Teledyne Flir OEM, a strumenti di sviluppo robusti e a un supporto tecnico qualificato, consentendo implementazioni scalabili in un’ampia gamma di architetture C-UAS a livello globale
Il configuratore per soluzioni di ricarica DC ideato da Keba è un tool online in grado di semplificare e accelerare la progettazione di infrastrutture di ricarica a corrente continua.
L'interfaccia intuitiva e il processo guidato step by step della soluzione Keba consente a operatori di flotte aziendali, CPO (Charge Point Operator) e installatori di individuare in pochi clic la soluzione di ricarica più adatta al proprio progetto, dalla fase di pianificazione iniziale fino all'implementazione concreta.
Il configuratore Keba è sviluppato per rispondere all'esigenza di flessibilità e una visione d'insieme, determinati da luoghi diversi, flotte eterogenee, requisiti di potenza variabili, obiettivi differenti. Accompagna l'utente in tutte le fasi di configurazione personalizzata in modo rapido e intuitivo.
Lo strumento Keba si adatta a scenari di utilizzo molteplici: hub di ricarica pubblici, soluzioni per flotte commerciali, destinazione charging e infrastrutture ad alta potenza. In qualsiasi contesto, e identifica la combinazione ottimale fra la gamma di prodotti DC.
Le stazioni di ricarica DC Keba sono certificate secondo gli standard normativi più diffusi e costruite con componenti di alta qualità, selezionati per garantire resistenza alle condizioni climatiche e termiche più severe.
Questa scelta costruttiva garantisce affidabilità operativa, fattore cruciale per le flotte aziendali e gli operatori, i quali non possono permettersi interruzioni del servizio. Il sistema Keba è predisposto per il monitoraggio e la manutenzione da remoto, pertanto in caso di guasto i tempi di intervento sono minimi.
OneVision è la soluzione progettata da Cognex per accelerare lo sviluppo e l'implementazione della visione artificiale che consente il passaggio da applicazioni su singola linea a implementazioni su più siti in pochi giorni.
OneVision Cognex affronta diverse sfide, dai flussi di lavoro frammentati ai modelli che non si adattano ai diversi ambienti, unendo la semplicità dell'edge alla scalabilità del cloud, e aiutando le organizzazioni a passare da progetti pilota isolati a un'implementazione coerente a livello aziendale.
L'ambiente di sviluppo collaborativo Cognex consente di implementare applicazioni di visione avanzate su scala aziendale senza aggiungere complessità o rallentare la produzione. Viene così introdotta un'architettura cloud-to-edge, in cui i modelli di IA vengono addestrati, gestiti e controllati nel cloud. L'ispezione viene eseguita sull'edge tramite i sistemi di visione Cognex per garantire un'esecuzione affidabile e in tempo reale.
OneVision Cognex permette di gestire a livello centrale l'intero ciclo di vita dell'IA, dalla raccolta e l'etichettatura delle immagini di produzione al perfezionamento dei modelli, implementando gli aggiornamenti in modo coerente su flotte globali di dispositivi. Si tratta di una piattaforma automatizzata che funziona con i sistemi Cognex, come In-Sight 3900 e In-Sight 6900.
La soluzione Cognex aiuta i produttori a:
Il lettore di codici della serie DCR 100i progettato da Leuze garantisce una lettura precisa dei codici 1D e 2D grazie al suo imager CMOS ad alta risoluzione da 1,3 megapixel.
Il lettore di codici DCR 100i Leuze è dotato di potenti algoritmi di decodifica e aree di messa a fuoco flessibili. Il sensore rileva in modo affidabile anche codici a barre 1D e 2D di piccole dimensioni a diverse distanze. Inoltre cattura anche oggetti in rapido movimento, risultando ideale per impianti con velocità di processo elevate fino a due metri al secondo con una frequenza di acquisizione di 120 fotogrammi al secondo.
La soluzione Leuze rileva anche i codici DPM applicati direttamente sui componenti, aspetto particolarmente importante nell’industria elettronica. In aggiunta, l’ampio campo visivo del DCR 100i Leuze consente di leggere contemporaneamente più codici. In questo modo è possibile identificare in modo efficiente imballaggi complessi o raggruppati.
La proposta Leuze può essere adattata in modo flessibile dagli operatori di impianto a diverse distanze di lavoro, dimensioni dei codici e superfici grazie alla messa a fuoco regolabile manualmente. Quattro gamme di messa a fuoco selezionabili, da una distanza molto breve (40 mm) fino a un ampio intervallo operativo (550 mm), consentono di ottenere immagini nitide e tassi di lettura elevati in qualsiasi applicazione. Questo garantisce agli operatori la massima flessibilità per diversi scenari applicativi industriali.
Gli utenti possono configurare comodamente il lettore di codici Leuze direttamente sul dispositivo: i pulsanti integrati di trigger e teach, insieme alla regolazione automatica dell’esposizione, dell’illuminazione e della decodifica, consentono una messa in servizio rapida e senza errori, senza la necessità di un PC.
La serie DCR 100i Leuze offre connettività Ethernet e supporta protocolli industriali come Modbus e TCP/IP, oltre all’interfaccia seriale RS232. Ciò consente di integrare il dispositivo senza problemi in diversi sistemi di automazione.
La soluzione Leuze si distingue per il design compatto e robusto: il resistente alloggiamento in alluminio con grado di protezione IP64 protegge in modo affidabile il dispositivo da polvere e spruzzi d’acqua.
La copertura in vetro del sensore Leuze garantisce una protezione duratura dell’ottica. Grazie alle sue dimensioni compatte (44 x 53 x 29 millimetri), il lettore di codici è facile da integrare negli ambienti industriali.
Nucleus è la soluzione software proposta da Zebra che consente ai responsabili IT e agli operatori in prima linea di aumentare l’efficienza operativa e trasformare i dati in azioni concrete.
La soluzione Zebra, ideata per i responsabili IT e operativi, semplifica la configurazione, la protezione, la gestione e l’ottimizzazione delle flotte di dispositivi. Essa offre visibilità in tempo reale sulla distribuzione, sullo stato di salute e sulle prestazioni dell’intero ecosistema Zebra, unendo le soluzioni software Zebra DNA in un’unica piattaforma.
La piattaforma Nucleus Zebra offre un'interfaccia comune per la configurazione e il controllo dell'intero portafoglio, semplificando le implementazioni e accelerando il time-to-value. Quando gli strumenti in prima linea sono completamente ottimizzati, infatti, le organizzazioni possono prendere decisioni più intelligenti e rapide e gestire le proprie operazioni con sicurezza.
La soluzione Zebra offre visibilità e controllo completi: una supervisione completa dell’ecosistema Zebra su un’unica piattaforma con esperienze utente senza soluzione di continuità, indipendentemente dal tipo di dispositivo. Inoltre semplifica la gestione e la supervisione tramite la gestione di grandi flotte di dispositivi Zebra registrati in un'unica vista consolidata, semplificando la gestione e la supervisione.
Nucleus Zebra permette di aggiungere configurare e aggiornare i dispositivi in modo sicuro grazie alla registrazione e al provisioning automatizzati, senza intervento manuale, e può essere utilizzata come soluzione autonoma completa oppure integrala facilmente con gli strumenti di gestione aziendale già in uso.
Inoltre consente di proteggere i dispositivi e l'azienda con notifiche istantanee e aggiornamenti alle ultime patch software e al firmware di sicurezza. Consente anche di gestire abbonamenti e licenze per i dispositivi Zebra da un’unica piattaforma.
La soluzione Zebra infine semplifica l’installazione e la configurazione dei dispositivi grazie a impostazioni comuni, quali Wi-Fi e tagging, oltre a funzionalità avanzate aggiuntive come la configurazione remota no-touch, gli aggiornamenti e i controlli sui dispositivi tramite una licenza a pagamento.
SMAR4 è l'encoder modulare assoluto ideato da Lika Electronic ultracompatto, ultrasottile e ultraleggero. Può essere abbinato sia agli anelli MRA e RMU per applicazioni rotative che alle bande MTA per applicazioni lineari.
Le dimensioni dell'encoder Lika Electronic sono molto ridotte dato che la testina di lettura PCB senza custodia misura appena 22,5 x 6 x 3,9 mm di spessore. Si rivela pertanto ideale per l'integrazione diretta in applicazioni con spazi angusti che richiedono dinamiche elevate e ingombri e pesi ridottissimi, come nei robot chirurgici.
La soluzione Lika Electronic può essere abbinata a un'ampia gamma di anelli con diametro interno compreso tra 8 e 70 mm e montaggio radiale o assiale, oppure alle bande MTA nel caso di applicazioni lineari.
L'encoder modulare assoluto Lika Electronic non dispone di custodia, né monta cuscinetti, albero o flangia. Lavora senza contatto e nessun componente è soggetto a usura e affaticamenti meccanici. La temperatura di esercizio è compresa tra -25°C e +100°C.
SMAR4 Lika Electronic è disponibile con interfacce assolute SSI e BiSS e una risoluzione fino a 20 bit. Inoltre, è possibile collegare fino a sette encoder in una rete daisy chain.
Le telecamere termiche X-Series progettate da Teledyne Flir sono ideali per ambienti scientifici e di ricerca in cui precisione e integrità dei dati sono fondamentali.
Grazie alla combinazione di imaging infrarosso ad alta velocità e alta sensibilità con avanzate funzionalità di analisi termica, le tecnologie Teledyne Flir stanno aiutando i ricercatori in Italia a riportare alla luce testi nascosti nei papiri di Ercolano, una straordinaria raccolta di antichi manoscritti carbonizzati durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
La termografia pulsata Teledyne Flir sfrutta la porta di ingresso analogica lock-in ad alta velocità da 2,775 MHz disponibile sulle telecamere termiche Teledyne Flir. Ciò consente agli scienziati il recupero delle scritte precedentemente invisibili a occhio nudo, permettendo di ottenere al contempo nuove informazioni sulla fragile struttura interna dei documenti.
Scoperti durante gli scavi del XVIII secolo presso la Villa dei Papiri di Ercolano, i rotoli sopravvissero all’eruzione vulcanica grazie alla carbonizzazione causata dall’intenso calore e dalla sepoltura sotto materiali vulcanici. Sebbene questo straordinario processo abbia preservato i manoscritti, ha anche creato notevoli difficoltà per storici e conservatori impegnati nella loro lettura e tutela.
Operando nello spettro infrarosso a onde medie (MWIR), le telecamere Teledyne Flir hanno consentito ai ricercatori di acquisire eventi termici rapidi con una sensibilità eccezionale, rendendo visibili durante l’analisi mediante termografia pulsata sottilissime differenze di temperatura tra le aree con e senza inchiostro.
La serie X Teledyne Flir dispone di una porta di ingresso analogica lock-in ad alta velocità progettata per ricevere segnali di riferimento esterni. Questa caratteristica consente analisi termiche ad alta velocità con una frequenza di campionamento di 2,775 MHz. Questa capacità permette ai ricercatori di rilevare segnali deboli o minime differenze di temperatura nei materiali.
TLP3407SRB, TLP3412SRB, TLP3412SRHB e TLP3412SRLB sono i fotorelè progettati da Toshiba che offrono una temperatura massima di esercizio elevata e garantiscono prestazioni affidabili anche negli ambienti più gravosi dal punto di vista termico, come i tester per semiconduttori automotive, i sistemi di burn-in e le schede di test.
Per i progettisti, l'integrazione dei resistori di ingresso consente di azionare i fotorelè Toshiba direttamente in tensione, eliminando la necessità di resistori esterni e semplificando la progettazione circuitale. Ciò permette non solo di ridurre il numero di componenti, ma di liberare anche spazio prezioso su scheda, consentendo di ottenere layout più compatti ed efficienti.
Il package S-VSON4T supporta inoltre il montaggio ad alta densità, consentendo agli ingegneri di integrare un numero maggiore di relè in uno spazio limitato su scheda senza compromettere le prestazioni o l'affidabilità.
Il TLP3407SRB Toshiba, in particolare, offre una corrente nominale nello stato di ON fino a 1 A, mentre i fotorelè TLP3412SRB, TLP3412SRHB e TLP3412SRLB forniscono capacità robuste di commutazione con bassa resistenza di ON e tempi di risposta rapidi.
Queste caratteristiche rendono la serie particolarmente adatta per applicazioni in cui la commutazione ad alta velocità e l'elevata affidabilità sono requisiti fondamentali. Con l'introduzione di questi fotorelè, Toshiba continua a supportare i progettisti nel superare le sfide legate allo sviluppo degli attuali sistemi elettronici, fornendo soluzioni che migliorano l'affidabilità, semplificano la progettazione e ottimizzano lo spazio su scheda.
STMicroelectronics presenta i microcontrollori STM32 a 32 bit che combinano alte prestazioni, capacità di elaborazione in tempo reale, elaborazione digitale del segnale e funzionamento a basso consumo e a bassa tensione. Sono basati su core Arm® Cortex®-M (M0, M0+, M3, M4 e M7).
Il design scalabile consente agli ingegneri elettronici di trovare il compromesso ideale tra efficienza energetica, prestazioni, sicurezza e disponibilità di periferiche per il loro progetto. La famiglia comprende versioni ad alte prestazioni come i microcontrollori STM32N6, versioni a basso consumo come i microcontrollori STM32U3 e versioni wireless multiprotocollo come i microcontrollori STM32WB.
Le applicazioni delle soluzioni STMicroelectronics spaziano dall’Internet of Things (IoT) al fitness e alla salute, dalla domotica alla robotica, dai droni all’agricoltura smart, all’automazione. I dispositivi incorporano un filtro digitale audio a basso consumo, dotato di funzione di rilevamento dell'attività sonora.
igus ha progettato il lucchetto RFID, un sistema installabile anche a posteriori per la protezione delle connessioni sensibili.
Sviluppato appositamente per Module Connect igus, sistema modulare di collegamento per catene portacavi, il dispositivo RFID si aggancia agevolmente all'interfaccia esistente e può essere aperto esclusivamente con una tessera autorizzata.
La soluzione igus è costituita da un alloggiamento compatto, installabile senza attrezzi. Un perno in metallo blocca il collegamento in modo affidabile, mentre il microcomputer integrato verifica l’autorizzazione tramite tessera RFID.
Su richiesta, è possibile registrare i singoli accessi, garantendo così maggiore trasparenza nei processi di manutenzione, documentazione e controllo qualità. Module Connect igus consente di raggruppare in un'unica interfaccia 16 o più cavi di diverse tipologie - dai cavi bus e di alimentazione alla fibra ottica, fino ai tubi pneumatici.
Gli alimentatori CA/CC per il montaggio su guida DIN progettati da Traco Power alimentano sistemi di controllo, sensori e unità di comunicazione. Per questo sono alla base della tecnologia di automazione
I moderni alimentatori CA/CC per guida DIN Traco Power si contraddistinguono quindi per un design snello, senza compromettere le prestazioni. Le topologie di circuito ottimizzate e la progettazione termica efficiente rendono possibili prestazioni elevate in spazi ristretti.
Negli ultimi anni, infatti, i requisiti per questi alimentatori sono aumentati notevolmente. Sono richieste forme costruttive più compatte, densità di potenza più elevate e un intervallo di temperatura esteso, oltre a un’elevata efficienza nel funzionamento continuo. Allo stesso tempo, i progettisti si aspettano una facile integrazione nei quadri elettrici esistenti e un funzionamento affidabile anche in condizioni ambientali difficili.
Le soluzioni Traco Power raggiungono rendimenti superiori al 90% e contribuiscono così all’efficienza energetica dell’intero sistema. Allo stesso tempo, riducono il fabbisogno di raffreddamento, caratteristica che aumenta l’affidabilità del sistema.
Gli alimentatori Traco Power permettono di gestire in modo sicuro fluttuazioni di tensione, transitori e interferenze elettromagnetiche. Intervalli di tensione in ingresso estesi e funzioni di protezione integrate, quali protezione da sovracorrente, sovratensione e cortocircuito, garantiscono un funzionamento stabile anche in condizioni difficili.
Le soluzioni Traco Power possiedono schemi di collegamento chiari, morsetti facilmente accessibili e un affidabile montaggio su guida DIN facilitano l’integrazione in impianti nuovi o esistenti. Funzioni aggiuntive come i segnali DC OK o le tensioni di uscita regolabili supportano la diagnostica e aumentano la flessibilità d’uso.
Gli alimentatori CA/CC per guida DIN Traco Power soddisfano i requisiti delle applicazioni industriali, perché combinano dimensioni compatte con elevata efficienza e affidabilità e coprono diverse fasce di potenza. In questo modo, progettisti e integratori di sistemi dispongono di una base flessibile per soluzioni di alimentazione complesse nel settore industriale.
Il QPS201 è lo scanner di sicurezza progettato da Rohde & Schwarz che riduce la necessità di perquisizioni personali invasive.
Il sistema Rohde & Schwarz è basato su tecnologia a onde millimetriche ad alta risoluzione e contribuisce a migliorare l'efficienza operativa, rafforzare le procedure di controllo e supportare il continuo miglioramento dei servizi, con particolare attenzione al trattamento delle donne e delle ragazze.
La scansione contactless Rohde & Schwarz è sicura, rapida e progettata per tutelare la privacy, dato che consente di visualizzare eventuali minacce su un avatar digitale standardizzato, invece di generare immagini della persona sottoposta al controllo.
La tecnologia a onde millimetriche del sistema Rohde & Schwarz rileva oggetti metallici e non metallici nascosti sotto gli indumenti, inclusi liquidi e polveri. Le onde attraversano i vestiti ma vengono riflesse dalla pelle e risultano innocue per i tessuti corporei. L'analisi automatizzata delle immagini consente di distinguere oggetti comuni, come bottoni o cerniere, da potenziali minacce.
Lo scanner QPS201 Rohde & Schwarz riduce la necessità di controlli più invasivi, contribuisce a preservare la dignità delle persone detenute e migliora la sicurezza del personale addetto alla custodia. Combinando capacità di rilevamento avanzate, analisi automatizzata e procedure di screening orientate alla tutela della privacy, supporta procedure di controllo più efficienti e rispettose.
Schweinfurt, Germania | Maggio 2026 | I cuscinetti a rulli nelle macchine per la carta devono far fronte a condizioni operative particolarmente gravose, come umidità, temperature elevate, flessioni dell’albero, alte velocità e lunghi periodi di funzionamento. Con i cuscinetti a rulli toroidali FAG TORB, Schaeffler offre una soluzione innovativa appositamente progettata per soddisfare i requisiti più stringenti dell’industria cartaria. In questo modo, la Motion Technology Company Schaeffler aiuta i clienti del settore a diventare leader nei rispettivi mercati grazie a prodotti di eccellenza.
I cuscinetti TORB sono ideali per l’impiego in cilindri essiccatori e cilindri Yankee, rulli pressori e termorulli. Combinano i vantaggi dei cuscinetti orientabili a rulli e cilindrici in un intelligente design 2‑in‑1, offrendo una maggiore disponibilità delle macchine, una vita utile più lunga dei componenti e una migliore qualità della carta anche a velocità di produzione elevate, riducendo al contempo il costo totale di esercizio (TCO).
Schaeffler copre oggi l’intera gamma di cuscinetti a rulli necessari per le macchine per la carta. Oltre ai cuscinetti orientabili a rulli e ai cuscinetti orientabili a rulli in due metà, l’azienda fornisce anche cuscinetti orientabili a rulli cilindrici, cuscinetti radiali rigidi a sfere ibridi e cuscinetti a tre anelli.
Quando si tratta del supporto dell’albero, precisione e flessibilità sono fattori cruciali. Gli allungamenti dovuti alla temperatura e i disallineamenti possono rappresentare criticità significative in esercizio, soprattutto per i cuscinetti liberi (non-locating bearings). In questi casi, i cuscinetti orientabili a rulli toroidali TORB hanno dimostrato un’elevata efficacia, in particolare se combinati con cuscinetti orientabili a rulli utilizzati come cuscinetti di posizionamento (locating bearings).
La combinazione di un cuscinetto orientabile a rulli toroidali TORB come cuscinetto libero e di un cuscinetto orientabile a rulli come cuscinetto di posizionamento consente agli utilizzatori di prolungare la vita utile del sistema e di ridurre il costo totale di esercizio (TCO).
Il profilo delle piste di rotolamento TORB assicura una distribuzione ottimale delle sollecitazioni e un funzionamento regolare. Il posizionamento automatico degli elementi volventi distribuisce il carico in modo uniforme lungo l’intera lunghezza del rullo in ogni condizione operativa, garantendo prestazioni e stabilità di massimo livello. Inoltre, il design del cuscinetto consente una compensazione quasi priva di attrito degli spostamenti assiali fino a +/-10% della larghezza del cuscinetto, offrendo la massima flessibilità. Inclinazioni fino a 0,5° vengono compensate senza compromettere la capacità di carico o la durata di servizio del cuscinetto. Di conseguenza, disallineamenti e spostamenti dell’albero vengono compensati in modo efficace. I cuscinetti TORB smorzano inoltre in modo efficace le vibrazioni assiali dell’intero sistema di supporto, assicurando un funzionamento fluido ed efficiente, con bassi livelli di vibrazione e rumorosità. I cuscinetti a rulli toroidali TORB presentano anche una geometria interna speciale che garantisce una capacità di carico radiale particolarmente elevata. La qualità premium X‑life aumenta ulteriormente la disponibilità delle macchine e contribuisce a ridurre il consumo di lubrificante e di energia grazie al minore attrito.
Il portafoglio comprende un’ampia gamma di dimensioni. Poiché i cuscinetti sono prodotti come articoli di catalogo nelle stesse serie dimensionali e misure ISO, risultano intercambiabili con tutti i prodotti standard presenti sul mercato. Le dimensioni principali sono conformi alle norme DIN 616:2000 e ISO 15:2017. La gamma include serie per diametri d’albero da 75 mm a 850 mm. Altre dimensioni sono disponibili su richiesta in abbinamento ai cuscinetti orientabili a rulli corrispondenti. I cuscinetti sono disponibili con foro conico o cilindrico e anello interno cementato, nonché con classi di gioco interno CN, C3 e C4. I cuscinetti a rulli toroidali TORB sono progettati per temperature di esercizio fino a +200 °C.
Grazie alla competenza completa, all’elevata qualità dei prodotti e a un servizio di primo livello, Schaeffler supporta i produttori di carta nel gestire gli impianti in modo affidabile ed efficiente, ridurre i tempi di fermo e migliorare in modo duraturo la qualità del prodotto.
Per maggiori informazioni: FAG Toroidal Roller Bearings TORB: The smart choice for the paper industry.
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