Global service di manutenzione degli analizzatori di processo e ambientali

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Global service di manutenzione degli analizzatori di processo e ambientali
Global service di manutenzione degli analizzatori di processo e ambientali

Il global service di manutenzione degli analizzatori trova il suo fondamento nel censimento dei sistemi analitici, dagli analizzatori ossigeno ai cromatografi, dai sistemi SME agli analizzatori continui, tutti caratterizzati da una propria storia e da un processo in cui sono inseriti. La raccolta delle informazioni, dopo i momenti iniziali cede il passo all’organizzazione e ad un metodo di lavoro che si articola sostanzialmente seguendo due direttrici principali; la prima metodologica: utilizzando metodi di lavoro già sperimentati in altre realtà industriali, la seconda organizzativa : ripartendo il lavoro fra manutenzione  predittiva  e manutenzione corrente (controllo dei parametri degli analizzatori). Alla luce di quanto affermato si opera un censimento dei Fuori Servizio (O/S) per ogni classe di analizzatori e un censimento degli analizzatori obsoleti, verificando con i costruttori il Life Cycle  Support di ciascun strumento,  individuando in sostanza per quanti anni é garantito il supporto da parte del costruttore in termini di ricambi, assistenza  ed eventuale obsolescenza.   Dal censimento dei O/S risultano quali e quanti analizzatori stati inviati alla casa madre per riparazione. Indagare in questo campo significa elaborare uno studio di manutenzione predittiva per i bad actor, confrontando le specifiche tecniche dei sistemi di analisi, emesse dalla ditta di  progettazione e ricalcolando le variabili di processo del sistema verificandone l’attendibilità con la realtà del momento. Una volta messo a punto il metodo e individuate le cause dei  frequenti fuori servizio si riducono inevitabilmente gli O/S dei sistemi poco affidabili. Le azioni di normalizzazione dei bad actor sono diverse e molteplici proprio come la materia degli analizzatori, molto complessa e specialistica, per questo riportiamo di seguito alcuni casi.   Per esempio su alcuni sistemi si possono apportare migliorie riprogettando il sampling sistem del gas cromatografo evitando che ad ogni O/S, contemporaneo all’arrivo di liquido trascinato dal gas il cromatografo venga inviato al costruttore. In altri casi si può approfondire la composizione delle bombole di taratura dei gas cromatografi che possono risultare non adatte per la messa a punto e la taratura degli stessi (le miscele campione possono non rispecchiare la composizione degli streams degli analizzatori). In altre applicazioni ancora le linee di adduzione allo strumento potrebbero intasarsi per il deposito di particolato solido oppure intasarsi per trascinamento di sostanze bituminose. Non è raro poi incontrare celle di misura che si danneggiano per l’arrivo di acqua, trasportata dal campione, assolutamente da trattenere tempestivamente.   Le soluzioni ai bad actor come si può vedere si moltiplicano, come per esempio un elettrodo che si danneggia continuamente per alta temperatura del campione, di qui la necessità di ridurre quest’ultima, prima che lo stream arrivi allo strumento.   La casistica, in questo piano di analisi e risoluzione dei bad actor si allunga se pensiamo all’assenza di fattori di correlazione necessari per una corretta determinazione analitica dell’umidità di un gas. Con l’ausilio del laboratorio di stabilimento si ricalcolano questi fattori che una volta inseriti ne migliorano  le prestazioni.     Leggi il resto dell'articolo su: http://digital.manutenzione-online.com/digitalMagazine?issue_id=101

Pubblicato il 10 Febbraio 2011 - (259 views)
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