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Alessandro Lonardo, Amministratore Delegato di Brammer Italia, spiega a Manutenzione T&M le innovative strategie dell'azienda leader nella distribuzione

Alessandro Lonadro, Amministratore Delegato Brammer Italia
Alessandro Lonadro, Amministratore Delegato Brammer Italia
Lo staff di Brammer Italia
Lo staff di Brammer Italia
L'operatività all'interno dell'Insite
L'operatività all'interno dell'Insite

La redazione di Manutenzione T&M ha intervistato l’ingegner Alessandro Lonardo, Amministratore delegato di Brammer Italia, parte del Gruppo Brammer, leader europeo nella distribuzione di prodotti e servizi di MRO.

Ing. Lonardo, ci può riassumere la storia di Brammer Italia? Come si è sviluppata l’azienda in questi anni e quali sono i vostri principali settori di riferimento?
Brammer è una delle presenze più nuove in Italia. Il Gruppo Brammer è infatti entrato nel mercato italiano nel 2006, acquisendo una piccola società di distribuzione a Milano. Un grande salto di qualità è stato compiuto nel 2008, con l’acquisizione di Tecnoforniture di S.Benedetto del Tronto, un distributore già forte nelle Marche e in Abruzzo. Passo successivo è stata l’apertura, nell’estate 2011, della terza filiale a Frosinone.
Il nostro obiettivo è continuare questo processo di sviluppo, continuando ad acquisire nuovi clienti e accrescendo la nostra presenza sul territorio italiano, anche tramite l’acquisto di altre aziende.
Per quanto riguarda la tipologia di prodotti, il nostro business di base è la meccanica: dalle tenute ai cuscinetti, dalle catene e cinghie fino ai riduttori. Ma ci occupiamo anche di trasmissioni elettriche, di fluidodinamica, oltre a tutto il settore del tools & general maintenance (utensileria e prodotti di manutenzione generale). La riprova della nostra ampia offerta è nel nostro ultimo catalogo dedicato esclusivamente all’Utensileria e Manutenzione Generale, comprendente circa cinquanta fornitori, e realizzato in tutte le lingue dei Paesi in cui Brammer opera.

Come è nata la scelta di investire sul mercato italiano, decisamente in controtendenza rispetto a una congiuntura che spinge le aziende verso strategie più “conservative” o addirittura a tentare l’avventura oltreoceano?
Ci sono due motivi principali: il primo è che il mercato italiano è il secondo in Europa dopo la Germania, territorio in cui Brammer produce un fatturato di 120 milioni di euro con 20 filiali, mentre in Italia facciamo un decimo con appena tre filiali.
Il secondo aspetto è la frammentazione del mercato nostrano. C’è infatti un grande bisogno di presenza locale, tant’è che le stesse tre sedi attuali non sono sufficienti a coprire le enormi potenzialità. Il piano di Brammer è perciò di raggiungere il secondo livello di fatturato nel continente.

Il marchio Brammer è presente in 16 Paesi europei. Esiste una sinergia e collaborazione tra le diverse filiali del continente o prevalgono le singole specificità territoriali?
Brammer ha una strategia unica in tutti i Paesi: creare valore per il cliente e ridurre i costi totali per chi acquista. Ovviamente ogni Paese ha le sue peculiarità, di cui si tiene conto, ma a prevalere è l’impronta internazionale. Ciò è anche dovuto al fatto di lavorare soprattutto con multinazionali, che hanno per loro natura un approccio unico per tutta l’Europa. Noi stessi, per varie funzioni come il product management, marketing e anche gestione di account europei, ci appoggiamo all’organizzazione centrale europea di Brammer.

Capitolo manutenzione: vi contraddistingue la scelta strategica del “Brammer Insite™”. Come nasce quest’idea e quanto conta in termini di efficienza e produttività?
L’idea dell’Insite™ è venuta fuori cercando di capire come integrarci con il cliente in maniera più fattiva e produttiva. L’Insite™ è infatti una vera filiale Brammer installata presso i nostri clienti. Nasce per venire incontro alle loro necessità di ottenere supporto tecnico e ridurre linee di comunicazione con i fornitori.

Colonna portante del progetto è quella di creare valore per il cliente stando il più possibile a contatto con lui. Un valore che si traduce nei tre obiettivi principali:

  • riduzione del costo totale d’acquisto;
  • miglioramento dell’efficienza di produzione dello stabilimento;
  • riduzione del capitale impiegato.

Il tutto ovviamente sempre in accordo con l’interlocutore, col quale definiamo i progetti da portare avanti. A seconda delle esigenze richieste proponiamo una serie di soluzioni che pensiamo possano essere le più adatte e successivamente mettiamo in atto la nostra esperienza che, sfruttando il rapporto privilegiato con i fornitori principali, ci permette di raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati.

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Pubblicato il 29 Gennaio 2013 - (262 views)
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