La gestione manutentiva delle reti idriche

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L'esperienza di Acque Veronesi nella pianificazione degli interventi sull'acquedotto veneto

La mappa dei comuni gestiti da Acque Veronesi Scarl
La mappa dei comuni gestiti da Acque Veronesi Scarl
Uno dei serbatoi utilizzati per lo stoccaggio dell'acqua
Uno dei serbatoi utilizzati per lo stoccaggio dell'acqua
Nuovo sistema di diffusione dell'aria del depuratore Città di Verona
Nuovo sistema di diffusione dell'aria del depuratore Città di Verona

Acque Veronesi è una società consortile a responsabilità limitata i cui soci sono 73 Comuni della Provincia di Verona incluso il capoluogo. È stata costituita nel 2006 allo scopo di ottenere in via diretta l’affidamento della gestione del Servizio Idrico Integrato nell’Ambito Territoriale Ottimale Veronese per l’area Veronese e l’attività di gestione è iniziata il 1°Marzo 2007. Il territorio gestito è stato diviso in tre distretti operativi e gli abitanti residenti sono in totale più di 793.000.

Gli impianti in servizio sono più di 1800 suddivisi in campi pozzi, sorgenti, impianti di depurazione ecc. e le lunghezze delle reti servite sono di circa 5100 km per l’acquedotto e 2400 km per la rete fognaria. Le realtà gestionali esistenti prima della nascita di Acque Veronesi erano molto diverse tra loro; nel territorio erano presenti, infatti, sia gestioni comunali che società nate allo scopo di gestire il servizio idrico, da solo o insieme ad altri servizi come la gestione dei rifiuti urbani o dell’energia elettrica, per cui anche l’organizzazione della manutenzione seguiva logiche diverse.

L’iniziale obiettivo intrapreso da Acque Veronesi è stato quindi quello di uniformare il modus operandi dell’azienda in tutti i settori; in particolare si è dovuto avviare, nell’ambito operativo degli impianti e delle reti, un processo di unificazione prima dell’organizzazione della gestione e poi dell’organizzazione della manutenzione, processo tuttora in atto.

Con quest’ultimo scopo, nel 2009 è stato formalizzato il reparto di Ingegneria di Manutenzione all’interno dell’area Ingegneria di Processo. In Acque Veronesi il ruolo dell’IdM è più ampio rispetto al consueto giacché ha mantenuto il compito di perseguire e mantenere l’uniformità della gestione e il coordinamento operativo tra i vari distretti territoriali; attraverso l’Ingegneria di Processo, poi, fa da collegamento tra l’unità operativa e altre funzioni aziendali, come la Direzione Tecnica e la Pianificazione e Sviluppo per le proposte di intervento.

All’interno dell’IdM sono presenti, inoltre, due reparti operativi specialistici per la ricerca perdite della rete acquedottistica e per le verifiche tecniche delle reti fognarie.

Lo sviluppo dell’organizzazione della manutenzione è iniziato dalla necessaria individuazione degli stati di consistenza degli impianti poiché le informazioni trasmesse dalle precedenti gestioni erano incomplete o non aggiornate. Le informazioni sono state strutturate in un equipment tree a cinque livelli con l’utilizzo di un database sviluppato internamente.

A oggi gli elementi soggetti a manutenzione recensiti sono circa 18.000 ma l’attività ricognitiva non è ancora completata. Per progettare il piano di manutenzione dei singoli impianti si è associato a ogni elemento un livello di criticità che fosse in grado di far decidere la strategia manutentiva adeguata. Il livello di criticità è stato scelto valutando gli effetti di un eventuale guasto su diversi fattori: sicurezza del personale e di eventuali terzi, ricadute sull’ambiente, sulla qualità e produzione, continuità di servizio richiesta all’apparecchiatura, frequenza e costo dell’evento di guasto.

L’attribuzione della criticità e la redazione del piano di manutenzione degli impianti, gestiti sempre dal database interno, è stato sviluppato dal responsabile dell’impianto affiancato dall’IdM e, in seguito all’entrata in esercizio, rivisto e migliorato.

La gestione della manutenzione correttiva è effettuata tramite Ordini di Lavoro che vengono anch’essi gestiti dal DB e quindi anche questi dati sono utilizzabili per effettuare analisi dei guasti ed elaborazioni di indici prestazionali. Oggi è in fase di sviluppo l’implementazione del modulo PM di SAP che andrà a sostituire il database in uso in modo da poter interfacciare gli altri sistemi informatici aziendali e per effettuare una rendicontazione delle attività di manutenzione.

 

 

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Pubblicato il 29 Gennaio 2013 - (273 views)
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