Obiettivo zero rischi

La startup RENrisk propone una soluzione di tecnologia avanzata per la gestione del rischio

  • 30 Maggio 2022
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  • Il modello innovativo RENrisk rappresenta l’applicazione pratica delle più avanzate innovazioni nel campo dell’ingegneria della resilienza, che guardano al presente e al futuro
    Il modello innovativo RENrisk rappresenta l’applicazione pratica delle più avanzate innovazioni nel campo dell’ingegneria della resilienza, che guardano al presente e al futuro

Per la gestione del rischio in un’ampia gamma di realtà industriali, da quelle soggette a Rischio di Incidente Rilevante (RIR) - Legge Seveso – a tutti gli ambienti industriali in cui le tematiche di Real Time Risk Management (RTRM) e di Ingegneria della Resilienza rappresentino aspetti non solo qualificanti ma strategici, la startup RENrisk propone una  soluzione di tecnologia avanzata. Alla base, il software IPlant+IRIS, con un brevetto registrato e un progetto pilota implementato nel sito industriale per la produzione gas tecnici di Mantova del gruppo SAPIO (ispiratore e partner di progetto).

Risultati tangibili del progetto pilota

Il Pilota ha confermato e verificato sul campo la fattibilità e l’effettiva efficacia tramite risultati tangibili: maggiore percezione e presidio del rischio in real-time portando ad una riduzione del rischio stesso, migliore trasparenza nei confronti degli Enti preposti e in generale degli stakeholder, migliore gestione degli asset critici e della loro manutenzione, riduzione della probabilità di incidenti e mancati incidenti ed in generale di eventi negativi, ed infine, una migliore considerazione nell’assunzione del rischio da parte delle imprese assicuratrici con potenziale riduzione dei relativi premi.

Prassi ancora rivolte al passato

L’applicazione e il rispetto della norma Seveso richiede una serie di implicazioni tecniche, metodologiche e organizzative (standard di riferimento UNI 10617:2019, in generale ISO 45001:2018 e EMAS, sistemi di gestione della sicurezza e dell’ambiente) che non escludono il rischio, ma tendono solo alla prevenzione e protezione dalle conseguenze dell’evento avverso (SAFETY I).
In generale, la gestione attuale del rischio è caratterizzata dal costante limite originario di operare partendo da un'analisi iniziale teorica del progetto di impianto, e in seguito, durante la vita operativa, da una serie di cicliche pratiche ispettive/di controllo, affiancate da un'analisi a posteriori degli eventuali eventi incidentali e da varie prassi sistemiche (piani formativi, ...); in sintesi, si può affermare che tutte le attuali pratiche sono costantemente rivolte al “passato”.
In questo scenario un ruolo fondamentale lo ha anche il mondo assicurativo che risente delle criticità suddette, lasciandolo in un’area di aleatorietà che impatta fortemente sulla loro attività, con l’effetto primario di alzare i premi assicurativi anche al di là di livelli oggettivamente motivabili.

Uno standard rivoluzionato: obiettivo rischio zero

Il modello innovativo RENrisk rappresenta l’applicazione pratica delle più avanzate innovazioni nel campo dell’ingegneria della resilienza, che guardano al presente e al futuro (non limitandosi al passato) e trasformando quindi in modo cruciale l’ingegneria del rischio: da SAFETY I a SAFETY II.
Quanto sopra riportato facilita e rafforza l’obiettivo principale di diffusione di tale approccio olistico (considera tutti gli elementi, tra cui l’impianto, l’uomo, l’organizzazione e l’ambiente) negli stabilimenti, trasformando radicalmente le modalità operative e di controllo attuali e consentendo di raggiungere livelli di riduzione del rischio oggi impensabili: in sintesi, anticipazione contro prevenzione, verso l’obiettivo reale di rischio zero.
In conclusione, si può affermare che, nel panorama ingegneristico-tecnologico, le attuali best- practice in uso non siano assolutamente paragonabili a tale modello sia sotto l’aspetto dell’affidabilità dei risultati che della loro efficacia applicativa.

Facilità nell’introduzione e platea di soggetti

Un elemento qualificante della soluzione è la relativa semplicità con cui si riescono a raggiungere gli obiettivi, in quanto l’implementazione capitalizza gli investimenti effettuati, utilizzando appieno le tecnologie esistenti (hardware e software). L’aumento di informazioni gestite nel tempo grazie anche a revamping degli impianti con nuovi dispositivi (sensori e attuatori) permettono una crescita esponenziale di affidabilità dell’intero sistema.

La soluzione non sarebbe accettabile se fosse mirata ad uso esclusivo di pochi medi e grandi stabilimenti, pertanto, sin dalla sua progettazione, è stata pensata scalabile per essere applicabile anche nelle tante realtà medio-piccole (tra cui anche i piccoli depositi). Attualmente in Italia gli stabilimenti soggetti alla normativa Seveso sono circa 1000, ma con la transizione energetica (PNRR - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) si assisterà nei prossimi anni ad una crescita di domanda di idrogeno, con un aumento considerevole di siti produttivi e logistici soggetti a tali tematiche.

Una tecnologia manutentiva

La soluzione software IPlant+IRIS (Indicatore di RIschio Sapio) consente: l’acquisizione dei dati dal campo relativi alla conduzione operativa ed alla gestione della manutenzione, l’integrazione dei dati gestiti da piattaforme terze, la valutazione della Human Reliability, l’elaborazione dei dati in real-time attraverso algoritmi di Intelligenza Artificiale per l’anticipazione e la predizione di eventi negativi, il calcolo e la visualizzazione dell’indicatore di rischio dinamico, la modellizzazione 3D completa degli impianti (digital twin) fino all’ottimizzazione operativa.
L'indicatore di rischio viene monitorato in tempo reale evidenziando l’accettabilità dello stesso e, in caso di deviazioni e anomalie rispetto ad un comportamento considerato “normale”, suggerendo le conseguenti azioni da intraprendere per riportare l’impianto ad uno stato accettabile.