Quando si parla di sostenibilità industriale, l'attenzione si concentra spesso sui processi produttivi principali, sulle materie prime e sull'impatto diretto della trasformazione. Eppure, esiste un'area meno visibile ma altrettanto cruciale per ridurre sprechi, costi ed emissioni: la gestione dei materiali indiretti MRO (Maintenance, Repair and Operations). Dietro ogni componente di ricambio, ogni utensile, ogni dispositivo di protezione si nasconde un potenziale di efficienza che, se ben governato, può trasformarsi in leva strategica per la competitività e la sostenibilità ambientale.
L'impatto invisibile: sprechi, urgenze e sovradimensionamento
La quarta edizione della ricerca "Il Procurement dei Materiali Indiretti in Italia – 2025", promossa da RS Italia e ADACI in collaborazione con l'Università Europea di Roma, mette in luce un dato significativo: quasi la metà delle imprese italiane destina dal 3 al 20% del budget totale agli acquisti MRO. Una quota tutt'altro che marginale, spesso gestita con logiche frammentate che generano inefficienze sistemiche.
Il 71% delle aziende intervistate evidenzia la numerosità dei codici prodotto come principale ostacolo alla quantificazione dei fabbisogni, mentre il 55% segnala frequenti situazioni emergenziali – rotture, fermi macchina, ordini urgenti – che si traducono in acquisti spot, spedizioni frammentate, stock di sicurezza sovradimensionati. Tutto questo ha un costo nascosto, non solo economico ma anche ambientale: trasporti multipli non pianificati, imballaggi ridondanti, componenti obsoleti che giacciono inutilizzati a magazzino.
La razionalizzazione diventa quindi prioritaria. Non a caso, il 74% del campione indica la digitalizzazione del processo d'acquisto come leva strategica, seguita dalla razionalizzazione dei fornitori (64%) e dall'ampliamento delle competenze dell'ufficio acquisti (58%). Meno fornitori, ordini consolidati, gestione digitale integrata: ecco le parole chiave per ridurre complessità, ottimizzare i flussi logistici e contenere costi e impatto ambientale della supply chain.
Razionalizzare per decarbonizzare: fornitori e ordini
La sostenibilità, economica e ambientale, passa dalla scelta dei partner. La ricerca evidenzia una sensibilità crescente: il 67% delle imprese apprezza il consolidamento degli ordini per ridurre il numero di spedizioni, il 64% privilegia fornitori locali e packaging sostenibili, il 54% quelli che utilizzano energie rinnovabili. Cresce inoltre la domanda di cataloghi digitali (37%) e di servizi a valore aggiunto (70%), segnali di un procurement sempre più orientato a costruire relazioni strategiche, non solo transazionali.
RS Italia risponde a queste esigenze con un approccio integrato: dalla gamma Better World – che comprende prodotti certificati per sicurezza e ridotto impatto ambientale – alle soluzioni digitali che riducono l'uso di carta e ottimizzano le consegne. L'azienda, da oltre trent'anni punto di riferimento nel mercato industriale italiano, supporta inoltre le imprese con servizi di eProcurement come RS PurchasingManager™, RS PunchOut, RS eOrdering e sistemi di Vendor Managed Inventory (VMI) come RS ScanStock® e RS VendStock®, che automatizzano il riassortimento, riducono il rischio di rotture di stock e minimizzano gli sprechi.
Un ulteriore tassello si unirà presto, con l’inaugurazione nel corso dell’anno del nuovo Centro di Distribuzione ad alta automazione in fase di realizzazione a Pozzuolo Martesana (MI), progettato secondo gli standard di sostenibilità LEED Gold. La struttura, operativa dall'autunno 2026, amplierà l'inventario disponibile da 80.000 a oltre 200.000 prodotti, migliorando velocità e affidabilità delle consegne, riducendo al contempo l'impatto logistico grazie a tecnologie avanzate.
TCO, ESG e MRO: dal saving al purpose
Il tema ESG entra a pieno titolo anche nella valutazione dei fornitori MRO. Il 55% del campione premia fornitori certificati e socialmente responsabili, integrando nei sistemi di valutazione KPI legati a sostenibilità economica, sociale e ambientale. Il passaggio è culturale: dall'acquisto orientato esclusivamente al prezzo (72% degli accordi basati su logiche price-driven) a una visione Total Cost of Ownership (TCO), adottata dal 43% delle imprese, che include costi nascosti, rischi di fornitura e impatti ambientali.
La trasparenza diventa requisito essenziale. Scegliere un fornitore in grado di tracciare le emissioni della propria supply chain, utilizzare packaging riciclati o biodegradabili, consolidare le consegne, significa contribuire concretamente a contenere i costi e a raggiungere gli obiettivi di riduzione dell'impronta carbonica aziendale.
Più efficienza operativa, più valore ambientale
La gestione efficiente degli MRO non è più un tema secondario. È una leva per competitività, resilienza e sostenibilità. Razionalizzare fornitori, consolidare ordini, adottare sistemi digitali e collaborativi significa liberare risorse, ridurre sprechi e costruire filiere più responsabili. Come sottolinea Massimiliano Rottoli, Managing Director di RS Italia: "Il procurement MRO si afferma come leva per efficienza, resilienza e sostenibilità. Il nostro impegno è aiutare le aziende a trasformare dati e processi in decisioni migliori, per raggiungere risultati straordinari per un mondo migliore".
L'impatto "invisibile" diventa così visibile: nell'ottimizzazione dei trasporti, nella riduzione del packaging, nella scelta consapevole di partner responsabili. E ogni componente, ogni ordine, ogni fornitura diventa un tassello di una strategia industriale più efficiente, circolare e sostenibile.


















































