SPECIALINSERT CERTIFICATA IATF 16949:2016

  Richiedi informazioni / contattami

Oltre ad aver ottenuto la certificazione, l'azienda ha definito un Piano 4.0 che prevede investimenti rilevanti

SPECIALINSERT CERTIFICATA IATF 16949:2016
SPECIALINSERT CERTIFICATA IATF 16949:2016

Specialinsert ha ottenuto la certificazione IATF 16949:2016 del sistema di gestione Qualità nella progettazione e produzione di prodotti e componenti per il fissaggio. Questo traguardo testimonia la qualità e il miglioramento continuo dell'azienda e la posiziona sul mercato quale partner d’eccellenza per l’industria automobilistica. 

PARAMETRI STRINGENTI NELLA GESTIONE DEL RISCHIO D’IMPRESA E DEI FORNITORI 

La nuova norma IATF 16949:2016, revisione della specifica tecnica ISO/TS 16949:2009, disciplina alcune prassi diventate abituali nella catena della fornitura del settore automotive, rendendo obbligatorio il rispetto dei Customer Specific Requirements, ma non solo. Le novità riguardano principalmente la gestione del rischio d’impresa e dei fornitori lungo tutta la filiera, con parametri molto più stringenti rispetto al passato. Prevede, inoltre, le linee guida sulle modalità da attuare in caso di assenza di CSR e si focalizza sui processi per la riduzione di scarti nella fornitura e la rintracciabilità dei prodotti finali, a garanzia della massima sicurezza. Le misure implementate convergono verso un miglioramente continuo, al fine di assicurare una più elevata soddisfazione del cliente finale.

PIANO 4.0 E INVESTIMENTI RILEVANTI

L'adeguamento di Specialinsert ai nuovi standard è avvenuto mediante un Audit di sistema, secondo la norma VDA 6, che ha permesso di individuare le aree di miglioramento e di definire un piano per la riqualificazione delle procedure e dei sistemi aziendali, in conformità alle prescrizioni della IATF 16949:2016. In coerenza con i nuovi processi, Specialinsert ha inoltre definito un Piano 4.0, che prevede investimenti rilevanti per l’acquisto di macchinari a controllo numerico e l'introduzione di strumentazione all'avanguardia per un controllo qualità del 100% dei prodotti. Nella fabbrica Specialinsert del futuro, la Ricerca&Sviluppo, gli acquisti, la produzione, la Qualità e la logistica lavorano insieme, a contatto strettissimo. Gli uffici per l'engineering del prodotto sono all’interno dei reparti di produzione, in modo che gli esperti del manufacturing e dell'industrializzazione possano interagire sin dalle prime fasi con tre obiettivi principali: diminuire i costi, aumentare la qualità e ridurre il time to market.

Pubblicato il 3 Settembre 2018 - (43 views)
Articoli correlati
Marcatore portatile a batteria Sic Marking
Il nuovo scanner 3D portatile
Rivettatrici a batteria 4.0
Software modulare e scalabile per ambienti produttivi
SKF sarà Carbon Neutral entro il 2030
Tecnologia & Concept Bluetooth LE
Tracciabilità nel settore medicale
Aeronautica e Stampa 3D
Webinar gratuito "La Digitalizzazione del Condition Monitoring alla base dell'Asset Management"
Gruppo soffiante a lobi e a vite
Moduli IGBT di Fuji Electric
Motori dinamici ECX Torque 22
EC-i 40 High Torque Brushless
Riduttore Ultra Performance
Motore brushless con driver integrato
Gamma di misuratori e regolatori di portata
Misuratori e regolatori di portata
Regolatore di pressione elettronico
Micro Motori e Micro Motoriduttori
Nuovi prodotti ETA
Il nuovo scanner 3D portatile
Rivettatrici a batteria 4.0
Nuovi contattori della serie GIGAVAC GV210 di Sensata Technologies
E COR casse con fissaggio a parete in lamiera d’acciaio
Profibus Tester 5: diagnostica e localizzazione errori in reti PROFIBUS DP e PA
HandySCAN BLACK
Servomotore ad albero cavo miniaturizzato
Come ridurre tempi e costi con VERICUT FORCE
Miniature D04/M05/0507
Termocamere altamente configurabili
Il nuovo scanner 3D portatile
Rivettatrici a batteria 4.0
E COR casse con fissaggio a parete in lamiera d’acciaio
HandySCAN BLACK
Come ridurre tempi e costi con VERICUT FORCE
Sistema di allineamento laser Rotalign Touch
Vibscanner II con MQTT
Vibguard IoT
Sensore IIoT per monitoraggio quadri elettrici
Quando una maschera da sub diventa un respiratore