Moduli I/O EtherNet/IP

La proposta di Seneca per convertire l'hardware in Modbus o Profinet

  • La soluzione riduce i cablaggi punto-punto
    La soluzione riduce i cablaggi punto-punto

I moduli remoti in formato R e Z-PC progettati da Seneca portano EtherNet/IP nella gamma I/O dell'azienda. La tecnologia FLEX consente allo stesso hardware la conversione in Modbus o Profinet in meno di un minuto, senza toccare il cablaggio né la mappa dei registri.

Industrial Ethernet

La proposta Seneca risolve la questione di parlare Profinet per il mercato tedesco ed EtherNet/IP per quello nordamericano, portando EtherNet/IP dentro la propria gamma di I/O remoti e, soprattutto, dentro la tecnologia FLEX: nove moduli, sei in formato R e tre in formato Z-PC/ZE, con interfaccia Industrial Ethernet a 100 Mbps e stack di comunicazione riconfigurabile via software.

Stack di comunicazione

FLEX Seneca svincola il dispositivo dal protocollo. Il modulo esce di fabbrica con un firmware capace di ospitare più stack di comunicazione (Modbus RTU, TCP-IP e ASCII, Profinet IO, EtherNet/IP) ai quali si affiancano, su altre famiglie della gamma, OPC UA, MQTT e IEC 61850.

Utility gratuita

Il passaggio Seneca da un protocollo all'altro non richiede ambienti di programmazione né competenze specialistiche: si collega il PC al modulo via Ethernet, si lancia l'utility gratuita Discovery Device Seneca, si scansiona la rete e si seleziona la nuova combinazione. Restano da riposizionare i DIP switch per il reset di fabbrica e la rilettura della configurazione da Flash, operazione che si chiude in meno di un minuto per dispositivo.

System integrator

Morsettiere e cablaggio non cambiano e con essi non cambia la mappa dei tag e dei registri di I/O: non c'è documentazione di quadro da rifare né loop di campo da riverificare. Per il system integrator significa una sola distinta base hardware, differenziata a valle solo dalla configurazione; per l'ufficio acquisti, un codice a magazzino al posto di tre.

Form factor

La famiglia EtherNet/IP Seneca si appoggia a due form factor già consolidati a catalogo. La serie R (profondità 32 mm, alimentazione Vac/dc, temperatura operativa −25…+65 °C, isolamento fino a 1,5 kVac) conta sei modelli. R-32DIDO-E mette a disposizione 32 canali digitali configurabili PNP/NPN a Mosfet; R-8AI-8DIDO-E affianca a 8 canali digitali altrettanti ingressi analogici a 24 bit per mA, V, mV, termocoppie J, K, T, E, N, R, S, B, L e Pt100; R-4RTD-8DIDO-E gestisce 4 ingressi RTD a 24 bit (Pt100, Pt500, Pt1000, Cu50, Cu100, Ni100, Ni120, Ni1000); R-4AO-8DIDO-E porta 4 uscite analogiche mA/V a 13 bit.

Formato compatto

Completano la serie R-2AI-6DIDO-E Seneca, in formato compatto da 53,3 mm, e R-SG3-E Seneca, convertitore per celle di carico estensimetriche con acquisizione a 24 bit e funzioni di pesatura a bordo quali tara, pesata stabile, filtro predittivo, contapezzi.

Ritrasmissione analogica

La serie ZE Seneca in formato Z-PC, larghezza 17,5 mm e temperatura operativa estesa a +70 °C opera sul fronte a bassa densità di punti: ZE-2AI-E con 2 ingressi analogici a 16 bit, ZE-SG3-E per strain gauge con ritrasmissione analogica e la versione mista con ingressi analogici e digitali a bordo. Anche in questo caso il modulo alimenta direttamente i trasduttori, risparmiando un alimentatore dedicato in quadro.

Installazione

Sul piano dell'installazione i due formati Seneca rispondono a esigenze diverse. La serie R, profonda 32 mm, è pensata per quadri poco profondi e per applicazioni ad alta densità di punti, con una o due porte Ethernet a bordo a seconda del modello. Il formato Z-PC si innesta invece sul bus IDC10 dei supporti da guida DIN Seneca, che distribuiscono alimentazione e segnale di comunicazione lungo l'intera fila di moduli riducendo i cablaggi punto-punto.

Riconfigurazione software

Diversi moduli in formato Z-PC/ZC Seneca supportano CANopen, che resta fuori dal perimetro della riconfigurazione software. Alcuni modelli, inoltre, lavorano su due protocolli in contemporanea: le versioni Modbus delle serie R e ZE dialogano insieme in Modbus RTU su RS485 e in Modbus TCP-IP su Ethernet, mentre nella serie Z-PC/ZC convivono Modbus RTU e CANopen sullo stesso dispositivo. Un pannello a bordo macchina e il supervisore di linea possono così leggere gli stessi punti di I/O per strade indipendenti, senza gateway aggiuntivi.

Interfaccia

I moduli serie R Seneca integrano una doppia interfaccia Ethernet 10/100 Mbps che si comporta da switch a bordo. I dispositivi possono quindi essere collegati in sequenza (cablaggio a catena, o daisy chain) eliminando gli switch industriali di linea e riducendo cavo, canaline e punti di terminazione. Il limite noto di questa topologia, cioè il singolo nodo fuori servizio che interrompe l'intero segmento, è neutralizzato dalla funzione di fault-bypass: in caso di guasto o di mancanza di alimentazione su un modulo, il traffico Ethernet continua a raggiungere i dispositivi a valle.

Gateway

Sui modelli Modbus restano disponibili ModBUS Pass-Through Seneca dove il modulo fa da gateway dirottando verso la linea RS485 le richieste che arrivano da Modbus TCP-IP e Peer-to-Peer Seneca, che replica i segnali digitali tra moduli senza l'intervento di un PLC master.

Ambienti di progettazione

I moduli EtherNet/IP Seneca operano sul lato controllo e si integrano nei principali ambienti di progettazione tramite i file descrittivi Seneca, come le versioni Profinet dialogano con TIA Portal o con i soft PLC IEC 61131-3 quali Straton e CODESYS.

Revamping

È nel revamping che il meccanismo rende di più. Un impianto nato su Modbus RTU e migrato a un PLC EtherNet/IP conserva l'intero parco di I/O remoti: si riconfigurano i moduli e la parte di campo resta dov'è. Lo stesso vale per i costruttori che gestiscono varianti di macchina destinate a mercati diversi e per le linee il cui layout cambia più volte nel ciclo di vita dell'impianto. Anche la messa in servizio resta lineare: la parametrizzazione delle misure è accessibile da web server integrato o dalle utility SENECA, senza tool a pagamento.

Logica multiprotocollo

La proposta Seneca sposta la logica multiprotocollo dal terreno dei gateway a quello dell'I/O distribuito, dove il vincolo del protocollo è storicamente il più rigido. Meno codici, meno hardware dedicato, meno riprogettazione a ogni cambio di architettura.

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