Crescita, con gli indicatori sale anche la fiducia

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Per l’Italia si confermano i segnali positivi, supportati da un’economia mondiale in rilancio

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PIL e produzione in Italia

La produzione industriale italiana è salita dell’1,2% in agosto, portando a +2,0% la variazione acquisita nel 3° trimestre (+1,4% nel 2°); le attese (saldo a 17,8 in ottobre da 16,2 nel 3°) e gli ordini in volume (+5,7% in luglio-agosto sul 2° trimestre) anticipano ul­teriori progressi dell’attività. Le costruzioni crescono dell’1,8% in agosto e l’acquisito nel trimestre è di +1,2% (da - 1,0%).

Tali andamenti delineano un’accelerazione del PIL nei mesi esti­vi, dopo il +0,3% nel 2°, con forti rischi al rialzo rispetto alle re­centi stime CSC (+0,45% nel 3° e +1,5% nel 2017).

Il PMI composito segnala significativa espansione dell’attività: in settembre l’indice si è attestato a 54,3 (da 55,9 in agosto); nel 3° trimestre è a 55,5 (come nel 2°). Il PMI manifatturiero è rimasto stabile in settembre (56,3), con produzione e ordini in robusta crescita ed è avanzato nel 3° trimestre (a 55,9 da 55,5).

L’indice PMI terziario è diminuito su agosto (a 53,2 da 55,1); nel trimestre è rimasto stabile su livelli elevati (54,9). L’anticipatore OCSE, in recupero da 5 mesi, preannuncia un rafforzamento della crescita a inizio 2018.

Commercio estero e cambi

In agosto l’export italiano è salito, a prezzi costanti, del 4,2% su luglio (quando era sceso dell’1,0%). La variazione acquisita nel 3o trime­stre è pari a +1,6% sul 2o (dopo +0,6%).

In aumento le vendite italiane in tutte le principali macroaree di de­stinazione: Eurozona, altri paesi UE e mercati extra-UE.

Tra i principali comparti la crescita più alta si registra nei prodotti intermedi (+3,3% acquisito nel 3o trimestre); seguono i beni di con­sumo (+1,7%) e quelli strumentali (+0,3%).

Buone indicazioni per l’ultima parte dell’anno dagli indicatori qua­litativi sugli ordini manifatturieri esteri: sui massimi dal pre-crisi i giudizi delle imprese in ottobre e in area ampiamente espansiva la componente PMI (a 56,1 in settembre).

Robusto il traino del commercio mondiale (+1,4% acquisito nel 3o trimestre), sostenuto dall’accelerazione del manifatturiero. L’euro forte, seppure in calo dopo BCE, potrebbe agire da freno: 1,16 sul dollaro, sopra i minimi di fine 2016 (1,04).

Lavoro

Prosegue robusto in Italia il recupero dell’occupazione: nel bimestre luglio-agosto le persone occupate sono aumentate di 108mila unità rispetto al trimestre precedente (+0,5%), +273mila complessivamen­te nei primi otto mesi del 2017. Continuano a crescere i lavoratori dipendenti: +356mila unità tra gennaio e agosto, di cui +275mila a termine e +81mila a tempo indeterminato.

Gli sgravi contributivi previsti in via permanente dalla Legge di bi­lancio, seppur limitati ai giovani, daranno dal 2018 nuovo slancio all’occupazione a tempo indeterminato.

Tasso di disoccupazione all’11,2% in agosto: dopo essere sceso di qualche decimo di punto, dall’11,8% di gennaio, è in stallo dalla pri­mavera, a fronte di una forza lavoro in espansione, incoraggiata dai progressi occupazionali. La dinamica del monte salari, trainata dal recupero dell’occupazione, resta anche nel 2017 al di sopra dell’in­flazione.

Ciò sostiene i bilanci delle famiglie e, insieme a una fiducia che nell’estate è tornata a puntare verso l’alto, migliora le prospettive per la spesa delle famiglie.

Consumi e investimenti

I dati sui consumi danno intonazione positiva per il 3° trimestre, dopo il +0,2% nel 2°. Le immatricolazioni di auto hanno guadagnato l’1,1% in settembre (+4,7% nel 3 trimestre) e l’indicatore Confcom­mercio è aumentato dello 0,3% tra giugno e settembre.

Nei prossimi mesi dovrebbe proseguire l’espansione: il saldo dei giu­dizi sugli ordini interni dei produttori di beni di consumo si è attesta­to a -9,8 in ottobre, come nel 3° trimestre (da -10,7 nel 2°); la fiducia dei consumatori è in deciso aumento: a 116,1 (+4,8 sul 3° trimestre).

Tuttavia, la propensione al risparmio è scesa a 7,5% nel 2° (-1,5 punti in un anno) e una sua eventuale risalita verso i valori pre-crisi (12%) frenerebbe la spesa delle famiglie.

Migliorano in settembre le condizioni per investire: il saldo dei giu­dizi è a 14,7 (da 8,9 in giugno); bene anche le attese a 3 mesi sulle condizioni in cui operano le imprese (saldo a 13,0 da 11,9) e le va­lutazioni sull’andamento degli investimenti nel 2° semestre (saldo a 15,9 da 8,9 a gennaio), in linea con le previsioni CSC.

Il progresso dei giudizi sugli ordini interni dei produttori di beni strumentali conferma la fase ascendente: -4,0 in ottobre, da -7,3 nel 3° trimestre (-13,3 nel 2°, ISTAT).

Legge di bilancio

Nel 2018 la Legge di bilancio migliorerà i conti pubblici dell’Italia di 0,3 punti di PIL (invece degli 0,8 strutturali programmati ad aprile). Il deficit scenderà all’1,6% del PIL (dal 2,1% del 2017). È indicato allo 0,9% nel 2019 e allo 0,2% nel 2020.

La manovra per il 2018 è di 0,3 punti di PIL, 0,22 per nuovi interventi e 0,49 da coperture. Stando al Governo, la manovra avrà un impatto positivo sul PIL del 2018 pari a 0,32 punti percentuali. Costituirebbe un rischio al rialzo per la previsione CSC (+1,3%, senza manovra).

Di essi, 0,18 vengono dalle spinte aggiuntive: incentivi agli investi­menti privati, per 4 miliardi al 2020; sostegno all’assunzione dei giovani, per 1,9 miliardi al 2020; aiuti ai poveri, per altri 600 milioni nel 2018; rinnovo del contratto del pubblico impiego e altre spese, per 2,6 miliardi nel 2018.

L’annullamento degli aumenti delle imposte indirette (per 15,7 mi­liardi), che sarebbero scattati nel 2018, ridà 0,30 punti percentuali alla crescita del PIL quale restrizione evitata. Le coperture, tagli di spesa e misure per aumentare la compliance fiscale, freneranno il PIL per 0,16 punti percentuali.

Eurozona

Nel 3° trimestre si espande a ritmi robusti l’economia dell’Area euro, sulla base dei dati qualitativi e quantitativi.

La fiducia nel 3° trimestre ha raggiunto i massimi da 10 anni (indice ESI a 112,1; media storica 100,8) ed è coerente con un tasso di cresci­ta trimestrale del PIL dello 0,7%.

Altrettanto buono l’inizio del 4°: PMI composito a 55,9 in ottobre, 56,0 la media estiva. La produzione industriale ha registrato un bal­zo ad agosto dell’1,4% congiunturale (+3,8% tendenziale). L’incre­mento è stato trainato dai due comparti più rilevanti in termini di peso relativo: +3,1% congiunturale i beni strumentali (pari al 29% dell’indice complessivo) e +1,3% i beni intermedi (34%).

Le aspettative di produzione indicano una dinamica favorevole an­che nei mesi invernali: 16 il saldo nel 3° trimestre (6 la media sto­rica). Attese forti anche sull’export: 16 il saldo (7 la media storica). Nessuna evidenza ancora dell’impatto avverso dell’apprezzamento dell’euro sulle imprese esportatrici.

Domanda interna: la fiducia dei consumatori (-1,0 il saldo a ottobre, top dal 2007) contrasta con le vendite al dettaglio (ad agosto -0,5% congiunturale dopo -0,3% in luglio).

Banche, credito e tassi

La dinamica annua dei prestiti alle imprese italiane è piatta: -0,1% in agosto (+0,3% a luglio), tenuto conto di cartolarizzazioni e altri crediti cancellati dai bilanci bancari.

Il credito non è più un freno alla crescita, ma nemmeno la sostiene.

Lo ostacola anche l’ulteriore stretta regolatoria in cantiere per le banche (in particolare le linee guida aggiuntive BCE sugli NPL).

Lo stock di sofferenze bancarie è sceso in agosto a 121 miliardi (16,6% dei prestiti alle imprese; 122 a luglio), dopo i forti cali nei due mesi precedenti (144 a maggio), ottenuti in buona misura con le cartolarizzazioni.

Buon andamento anche per le grandezze al netto dei fondi rettifica­tivi e relative ai prestiti a imprese, famiglie e altri settori: 65 miliardi, da 66 a luglio e 77 a maggio.

Il flusso di nuovi NPL è sceso ai valori pre-crisi. Costo del credito ai minimi: 1,6% in agosto per i nuovi prestiti alle imprese (3,5% a inizio 2014). Ciò favorisce la domanda.

La BCE il 26 ottobre ha tenuto fermi i tassi ufficiali a breve (pari a zero) e ha annunciato la riduzione degli acquisti di titoli: 30 mld al mese da gennaio a settembre 2018 (da 60); decisione ampiamente attesa dai mercati (BTP a 1,96% da 2,04%).

Materie prime e prezzi

Rallenta la dinamica annua dei prezzi al consumo in Italia: +1,1% a settembre da +1,2% in agosto, molto più bassa dell’obiettivo BCE (+2,0%). Ciò è dovuto alla ridotta crescita dell’indice core (al netto di energia e alimentari), scesa al +0,8% annuo (da +0,9%).

In particolare, la dinamica dei prezzi dei beni industriali è negativa (-0,1% annuo, da +0,1%), nonostante il recupero dell’economia, date l’alta concorrenza e le ampie risorse inutilizzate, specie il lavoro.

Anche i prezzi dei servizi frenano, ma la loro dinamica resta signifi­cativa (+1,3%, da +1,6%), soprattutto per quelli relativi ai trasporti e i ricettivi. I prezzi energetici al consumo crescono del 3,4% annuo a settembre (da +4,5%), gli alimentari dell’1,3% (da +0,7%), riflettendo le dinamiche delle materie prime.

Il petrolio Brent è salito a 57,1 dollari al barile in ottobre, da 55,6 a settembre (quando in euro registrava un +10,4% annuo), spinto dall’incertezza sull’estrazione nel Kurdistan iracheno.

Le quotazioni delle commodity non-oil in dollari segnano un +0,5% in ottobre (+7,6% annuo), con un +1,3% per gli alimentari e un +2,1% per i metalli non ferrosi; calano, invece, le materie prime agricole non-food (-6,4%).

Regno Unito e Giappone

In UK gli indici PMI indicano espansione in settembre sia per il ma­nifatturiero (55,9 da 56,7 in agosto) sia per i servizi (53,6 da 53,3, minimo da undici mesi).

Più preoccupante la dinamica delle costruzioni, dove il PMI cala da quattro mesi consecutivi e fa presagire una contrazione dell’attività (48,1).

Lo stallo nelle negoziazioni per l’uscita dall’UE e la debolezza del Go­verno May tengono alta l’incertezza e premono al ribasso la sterlina sull’euro (-13,6% dai livelli pre-Brexit), l’inflazione accelera (+3,0% in settembre da +2,9%) e continua a deteriorarsi la capacità di spesa delle famiglie (HFIMarkit -42,8 in settembre, da -43,4).

In Giappone migliorano gli indici qualitativi sull’andamento dell’e­conomia: Tankan +22 a settembre, ai massimi dal settembre 2007.

Secondo la BoJ l’ottimismo è diffuso a tutti i settori dell’economia e a alle imprese di ogni dimensione e territorio. Ciò nonostante, la Ban­ca centrale ha dichiarato di voler proseguire la politica monetaria fortemente espansiva per raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%, ancora molto lontano (0,7% in agosto da 0,4%).

Emergenti

I PMI manifatturieri di settembre indicano continuità nella fase di espansione corale dei BRIC: in Brasile si attesta a 50,9 (invariato da agosto), in Russia a 51,9 (da 51,6), in India a 51,2 (invariato) e in Cina a 51,0 (da 51,6).

Positivi anche gli ultimi dati sulla produzione industriale: ad agosto in Brasile si registra +4,0% su base annua (da +2,5%), in Russia +1,5% (da +1,1%), in India +0,9% (da +1,2%) e in Cina +6,0% (da +6,4%).

Restano ampi gli spazi per politiche monetarie espansive, grazie alla bassa inflazione registrata in settembre, rispettivamente: 1,6%, 3,0%, 3,3% e 1,6%. Il XIX Congresso del Partito Comunista cinese raf­forza la leadership di Xi Jinping, sciogliendo ogni dubbio che spac­cature interne al partito potessero indebolirlo.

Emergono le linee future di politica economica ed estera: restituire al Paese un ruolo geopolitico più corrispondente al suo peso eco­nomico; spostare la manifattura verso produzioni concentrate sulla parte medio-alta delle catene globali del valore; lasciare spazio al mercato nel fissare tassi di cambio e d’interesse; aumentare gli IDE in uscita e in entrata.

CSC – Centro Studi Confindustria

Pubblicato il 15 Dicembre 2017 - (44 views)
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